«Guado di Carapollo pericoloso»

23 Ottobre 2014

“Vivi città” contesta i lavori di rifacimento del ponticello

TERAMO. Un ponte più basso degli stessi argini del fiume. Una contraddizione in termini, verrebbe da dire, e invece così si sta ricostruendo il ponticello sul Tordino in contrada Carapollo. A lanciare l’allarme sulla sicurezza del guado è l’associazione Teramo Vivi Città. «In questo tratto», spiega il presidente Marcello Olivieri, «il fiume è stato incanalato in un corridoio di pietre e terra di oltre un metro più alto del ponte. In caso di piena, l’unica via di fuga per l’acqua è scavalcare la struttura». Tra l’altro, aggiunge, «basteranno piccoli rami per tappare le condutture e ostruire il passaggio del Tordino». L’associazione punta poi il dito su costi e tempi dell’opera. «Sono stati spesi 185mila euro eppure i tubi prefabbricati in cemento utilizzati sono i meno costosi, come si è arrivati a questa cifra?», si chiede Olivieri, che attacca anche sui ritardi: «Il guado doveva essere realizzato in 56 giorni ma sono passati 7 mesi e i lavori sono bloccati». Di qui l’invito a carabinieri, magistratura e al Nipaf (Nuclei investigativi provinciali di polizia ambientale e forestale) a verificare costi, sicurezza e rispetto delle norme in materia ambientale. «Non aspettiamo che ci scappi il morto», chiude Olivieri, «il ponte va rialzato di almeno un metro e alla base servono pilastri saldi». L’associazione intanto ha presentato un esposto a seguito del quale le arcate del ponte a catena, alcuni chilometri più a monte, sono state liberate dai tronchi che impedivano il normale deflusso del Tordino. (f.m.)