Guado di massi sul Calvano Protesta il comitatoVilla Ardente

È stato realizzato alla foce del fiume per il passaggio dei mezzi nel cantiere della pista ciclopedonale I cittadini: «Le pietre trascinate dall’acqua finiscono sulla spiaggia vicina che diventa impraticabile»
PINETO. L’apertura del guado sul Calvano per i lavori della ciclopedonale scatena proteste. Ad alzare la voce contro lo scarico di massi e ghiaia alla foce del torrente per allestire il passaggio utilizzato dai mezzi di cantiere è il comitato di quartiere Villa Ardente. «Siamo favorevoli all’intervento per la realizzazione della pista nelle pineta, nei pressi dei quartieri Corfù e Santa Maria a Valle, ma nutriamo forti preoccupazioni per il Calvano e le spiagge adiacenti», spiega il presidente Angelo Di Giorgio, «nei giorni scorsi per la quarta volta sono stati sversati massi sul letto del torrente per far passare i mezzi pesanti diretti al cantiere e piogge e mareggiate hanno distrutto il passaggio e inghiottito le grosse pietre che purtroppo ci ritroveremo sul bagnasciuga la prossima stagione». Il problema si è già manifestato l’anno scorso quando, fa sapere Di Giorgio, «l’ingresso in acqua era impossibile dal Calvano fino allo stabilimento Lido San Marco». Il presidente rileva, inoltre, che «il passaggio non è stato neanche attrezzato con dei canali per il deflusso delle acque e così, come è successo per ben tre altre volte , la ghiaia è andate dispersa in mare». Il Comitato pone domande: «Nella progettazione non hanno tenuto conto che i mezzi pesanti dovessero arrivare sul sito? Perché viene creata una passerella diciamo così “alla carlona” dentro l’area marina protetta? Ma questo ente vigila attentamente sul proprio territorio? Esiste un ponte proprio in prossimità della Torre e per di più vicino all’attraversamento, perché i mezzi non passano li?».
Di Giorgio ricorda che «più volte abbiamo raccolto lamentele degli operatori turistici della zona e attendiamo delucidazioni: se è giusto salvaguardare il fratino, nello stesso territorio è altrettanto doveroso non buttare circa 15 camion di pietre nel letto di un torrente. In passato abbiamo chiesto agli amministratori il motivo di questi continui scarichi, ma la risposta è stata: siamo autorizzati».
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