Guardia di finanza: via agli ultimi lavori per la nuova caserma

La giunta approva il terzo lotto per la palazzina confiscata A fine anno le Fiamme gialle potranno già trasferirsi
ROSETO. La giunta comunale di Roseto approva il terzo e ultimo lotto dei tanto attesi lavori di completamento della caserma della guardia di finanza. La tenenza fra la fine del 2020 e l’inizio del 2021 dovrebbe, dunque, trasferirsi in via Fonte dell’Olmo, all’interno della palazzina Campanella, confiscata in passato per usura ad una famiglia rom. Attualmente la caserma delle Fiamme Gialle è in via Tirreno, nei pressi della zona sud del lungomare rosetano.
L'amministrazione, per rimettere a posto la palazzina confiscata, complessivamente ha dovuto investire quasi 600mila euro: nel primo lotto sono stati eseguiti i lavori di adeguamento sismico della palazzina, nel secondo (in corso d’opera) quelli per le tramezzature interne e per gli infissi; nel terzo lotto invece sono previsti la realizzazione dell'ascensore, il rifacimento della recinzione esterna e la tinteggiatura. La struttura ha già visto il completamento dei lavori per quasi 500mila euro. Adesso partiranno interventi per ulteriori 60 mila euro. Tutti i fondi sono stati finanziati con mutuo.
Particolarmente soddisfatto per la conclusione della lunga trafila è l’assessore ai lavori pubblici Simone Tacchetti. «Si parla di caserma della Guardia di Finanza a Roseto dal secondo mandato della giunta Di Bonaventura da oltre 10 anni», dichiara l’assessore e vice sindaco rosetano, «questa amministrazione ha centrato un obiettivo che è indispensabile ai fini della sicurezza».
L’argomento riguardante la nuova location della caserma della guardia di finanza a Roseto, il cui organico va dalle 25 alle 30 unità, va avanti da più di un decennio. Nel 2015 però risultò che i locali di via Fonte dell’Olmo non fossero stati costruiti nel rispetto delle normative sismiche. Così la passata amministrazione Pavone propose di destinare al corpo di polizia alcuni locali presenti nel palazzo ex-Prust Monti, con 800 metri quadrati a disposizione; successivamente venne però rilevato che all’interno dello stabile non ci sarebbe stato un appartamento adeguato ad ospitare l’alloggio del comandante. L’attuale giunta ha così ritenuto più opportuno intervenire diversamente, generando una serie di dibattiti accesi fra maggioranza e opposizione durante alcuni consigli comunali. «Non sfugge inoltre», conclude Tacchetti, «che la caserma nascerà a Roseto sud, in una zona che non è coperta attualmente da sistemi di videosorveglianza. Dunque un presidio fisso in quell’area costituisce un deterrente importante per contrastare la microcriminalità in una zona densa di attività commerciali».
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