Guardia turistica, servizio al via: riaperte sei strutture sulla costa

14 Luglio 2022

La Asl rimette in funzione le sedi, carenze di personale superate con l’impiego dei medici delle ex Usca Attività garantita tutti i giorni di mattina fino al 31 agosto: «Compiuto un grande sforzo organizzativo» 

TERAMO . Torna in funzione la guardia medica turistica. La Asl, come annunciato nei giorni scorsi, ha riattivato le storiche sedi destinate all’assistenza estiva lungo la fascia costiera a beneficio dei turisti. Il servizio, che inizialmente avrebbe dovuto essere affidato ai medici di base per difficoltà nel reperimento del personale in servizio nelle strutture, è ripartito secondo la modalità consueta tramite il coinvolgimento degli operatori ex Usca, le unità speciali di continuità assistenziale messe in campo dal ministero della Salute durante la fase acuta della pandemia e smantellate a fine giugno. Le guardie mediche turistiche sono operative da ieri in sei sedi: l’Uccp di Villa Rosa, nel distretto di Tortoreto, a servizio anche di Alba Adriatica, in un ambulatorio al primo piano del centro “I portici” di Giulianova, nella cosiddetta Casa rosa che è anche sede del 118 a Roseto, nei locali dell’associazione Pros in piazza Marconi a Pineto e nel distretto lungo la statale 16 a Silvi.
L’orario di apertura è dalle 9 alle 13 tutti i giorni, comprese le domeniche e i festivi. Il servizio sarà attivo fino al 31 agosto. La Asl, nel sottolineare il «grande sforzo organizzativo» compiuto per la riattivazione delle strutture territoriali, andando incontro alle esigenze manifestate da cittadini, istituzioni e operatori turistici, rivolge un ringraziamento ai medici di famiglia che nei giorni scorsi si sono resi disponibili a garantire l’assistenza nelle località turistiche, confermando un «solido e collaudato rapporto di collaborazione». A seguito della sospensione delle attività delle Usca a livello nazionale, l’azienda sanitaria era stata costretta a riorganizzare il servizio rispetto all’assetto degli ultimi due anni che prevedeva l’impiego dei medici delle unità speciali. La possibilità emersa nel frattempo di prolungare i loro contratti fino al 31 dicembre ha consentito di riapire le sedi.
©RIPRODUZIONE RISERVATA