«Guardie ambientali, che figura»

28 Gennaio 2016

Fornaciari replica all’associazione, ma non sulla ruspa in spiaggia

ROSETO. «I rifiuti abbandonati accanto alla strada provinciale 22/E non sono in località Cologna Paese e quelli rinvenuti nel tratto nord della spiaggia di Roseto non sono all’interno della Riserva del Borsacchio». Immediata la replica dell’assessore comunale all’ambiente Fabrizio Fornaciari al gruppo guardie ambientali d’Italia Gadit dopo le denunce in merito alle discariche abusive individuate dai loro operatori a seguito di un’ispezione effettuata all’interno dell’area protetta del Borsacchio.

«Sarebbe bastata una semplice telefonata per evitare la figuraccia rimediata», incalza l’assessore Fornaciari, «infatti il documento diffuso dal Gadit riporta diversi errori: i rifiuti abbandonati vicino alla provinciale si trovano sul territorio del comune di Notaresco, il che sarebbe stato facilmente verificabile con una banalissima visura catastale». Stesso discorso per i cumuli di pattume individuati dalle guardie ambientali nel tratto nord della costa rosetana, che sarebbero al di fuori della Riserva «e solo per un periodo limitato dell’anno», precisa Fornaciari, che spiega: «La zona in questione è utilizzata, in conformità con vari provvedimenti, come deposito temporaneo di rifiuti spiaggiati. Inoltre Gadit non ha alcuna convenzione con il Comune di Roseto, come rilevato anche dalle autorità competenti, e si trova spesso al centro di polemiche anche con altre organizzazioni che operano sul territorio. Se c’è una reale volontà di collaborazione e di contribuire alla tutela ambientale del territorio, basterebbe che Gadit segnalasse, agli uffici comunali competenti, le presunte discariche e riceverà ascolto e gli opportuni chiarimenti. Diversamente non siamo disponibili a dialogare con chi cerca solo pubblicità gratuita e fornisce informazioni errate a discapito del buon nome del nostro territorio».

Nessuna replica da Fornaciari, invece, sulla questione della ruspa da tempo abbandonata sulla spiaggia del Borsacchio.

Federico Centola

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