Guardie mediche a rischio, D’Alberto chiede più personale

10 Novembre 2021

TERAMO. «Non possiamo che dire no alla logica delle chiusure. Una responsabile riorganizzazione delle guardie mediche non può che passare per una riorganizzazione complessiva della rete territoriale...

TERAMO. «Non possiamo che dire no alla logica delle chiusure. Una responsabile riorganizzazione delle guardie mediche non può che passare per una riorganizzazione complessiva della rete territoriale di assistenza sanitaria che deve coinvolgere tutti i territori. Discussione che non può che avvenire a livello regionale»: così il sindaco di Teramo e presidente del comitato ristretto dei sindaci Gianguido D'Alberto a margine della riunione del comitato ristretto sulla soppressione di alcune guardie mediche. Per D'Alberto si impone una rivisitazione dei criteri, «visto che l'attuale situazione, anche rispetto al numero dei medici, non è più quella del 2016». L'attuale norma prevede un medico ogni 5mila abitanti, con una flessibilità del 30%. Criteri che, in base a una delibera regionale del 2016 avrebbero dovuto portare alla chiusura, nel Teramano, della guardia medica a Nereto, Castellalto e Colledara. Al momento dovrebbero chiudere quelle di Nereto e Colledara, dai dati Asl quelle con minori accessi.
Sulla chiusura era stato presentato un ricorso al Tar, poi rigettato. «Dopo la sentenza del Tar la Asl deve dare seguito alla delibera del 2016», sottolinea, «che prevedeva una riduzione della distribuzione delle guardie mediche in base al rapporto tra popolazione e medici. Ma il problema è più profondo». Da qui la richiesta sia di «un'iniezione di personale» sia di un confronto a livello regionale sul futuro della sanità territoriale. «Come sindaci ci siamo messi a disposizione della Asl per trovare soluzioni, come l'individuazione di sedi baricentriche per le guardie mediche», conclude D'Alberto, «ma alla Regione chiediamo di uscire dalla logica dei tagli e rivedere un piano che non può più essere quello del 2016».