Guerra del teatro Il gestore contestato fa partire querele
Acs cita in giudizio i consiglieri Verna, Ferrante e Di Timoteo per i dubbi espressi sulle credenziali presentate al Comune
TERAMO. Finirà in tribunale la guerra sulla gestione del cineteatro comunale. Federico Fiorenza, presidente dell’Acs, che da luglio ha acquisito il controllo della struttura, annuncia querele nei confronti dei consiglieri comunali Maurizio Verna, Francesca Chiara Di Timoteo e Italo Ferrante per affermazioni ritenute lesive nei confronti dell’associazione.
Dubbi sul gestore. I tre siedono nel consiglio di amministrazione della Riccitelli, la cui stagione teatrale non ha ancora trovato posto nella programmazione di utilizzo del cineteatro, in rappresentanza del Comune e della Provincia, in quanto Verna è stato designato da quest’ultima, e hanno rilanciato una serie di dubbi sui requisiti vantati dal nuovo gestore in sede di presentazione della proposta operativa risultata vincente in fase di gara. In un documento indirizzato all’amministrazione cittadina, che ha affidato l’incarico, chiedono approfondimenti su aspetti a cui ha fatto riferimento il presidente Maurizio Cocciolito nell’ultima seduta del cda della Riccitelli. Le questioni segnalate rimettono in discussione la “qualificazione ed esperienza del soggetto gestore” con riferimento ad alcune attribuzioni dell’Acs elencate da Fiorenza.
Le contestazioni. I dubbi riguardano in particolare il riconoscimento «di funzioni d’interesse a livello nazionale» contenuto in un decreto ministeriale del 2014, il fatto che la Regione abbia individuato l’Acs come unico circuito abruzzese a carattere multidisciplinare, la gestione triennale del teatro di Sulmona, il riscontro in due bandi europei ottenuto per il festival “Interferenze” e anche il numero degli spettacoli realizzati tra il 2015 e il 2016. «Il nostro ruolo ci ha imposto di chiedere chiarimenti all’amministrazione», fanno notare i tre consiglieri, «non è una questione politica o di difesa di una parte». Di Timoteo, Verna e Ferrante auspicano il raggiungimento di un accordo tra Acs e Riccitelli. «Il contrasto va a discapito dei cittadini», spiegano, «il cineteatro e un bene pubblico e va messo a disposizione di tutti».
La denuncia. Fiorenza, però, non ha digerito le perplessità evidenziate sui titoli di merito dell’Acs e chiamerà i tre consiglieri a risponderne in giudizio. Al vaglio dei legali di Abruzzo circuito spettacolo è anche, stando a quanto fa sapere il presidente, «di valutare il comportamento della parte contraente per la gara d’appalto regolarmente aggiudicata», in riferimento alle recenti affermazioni del sindaco sul rispetto dei termini indicati nella convenzione che potrebbe sfociare nella revoca dell’affidamento. Brucchi, però, insiste nel ritenere scorretto l’atteggiamento dell’Acs. «Non è la proprietario ma gestore del cineteatro», fa notare, «nessuno può ritenersi protagonista esclusivo della scena culturale». Il sindaco replica anche a Manola Di Paquale, che ha contestato il bando per l’affidamento della struttura. «Se era fatto male, bastava non partecipare», spiega, «non accetto lezioni da nessuno».
Polemica infinita. Anche lo scontro politico sulla gestione del cineteatro non accenna a placarsi. Per il grillino Fabio Berardini la vicenda si traduce «nell’ennesimo disastro dell’amministrazione» perché proprio il bando predisposto dagli uffici, nel quale era richiesta l’organizzazione della stagione di prosa, avrebbe messo Acs e Riccitelli una contro l’altra. A detta del consigliere, dunque, il problema non può essere sanato dal sindaco attribuendo all’associazione esclusa le giornate di uso del cineteatro a disposizione dell’ente.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

