Guerriero avverte: «La ricostruzione resti agli abruzzesi»

7 Aprile 2018

Allarme del procuratore sul rischio d’infiltrazioni criminali  nella gestione degli interventi dopo l’emergenza terremoto

TERAMO. «La ricostruzione post sisma resti in mano agli abruzzesi contro il rischio di infiltrazioni criminali». È il monito lanciato dal procuratore Antonio Guerriero dal palco del teatro comunale durante il convegno distrettuale del Lions Club dedicato al tema: “Legalità e tutela dei diritti”. Ad ascoltarlo in platea ieri mattina c’era una nutrita rappresentanza di studenti delle scuole superiori teramane che ha partecipato all’iniziativa promossa da Comune, Provincia, università, camera di commercio e Abruzzo circuito spettacolo. Nel corso del suo intervento incentrato su “legalità e ambiente” Guerriero ha fatto anche riferimento alle recenti calamità che hanno colpito il territorio teramano. Oltre all’emergenza terremoto e alla necessità di vigilare sulla ricostruzione, il procuratore ha richiamato attenzione sul dissesto idrogeologico. «La provincia continua a franare», ha rilevato, «questo significa che non c’è rispetto per il territorio». Per Guerriero, che ha ricordato la sua esperienza di magistrato impegnato nella “terra dei fuochi” contro le ecomafie di cui vede tracce anche in Abruzzo, non ci sono norme che tengano se manca quel «controllo sociale» tramite cui scongiurare problemi che «costano in termini economici e anche sociali». Per il procuratore, dunque, la cultura della legalità «è data dal rispetto delle norme, ma nasce dal senso individuale dello Stato».
Ad arricchire il dibattito, moderato dalla giornalista Pina Manente, sono state anche le considerazioni di Tano Grasso, presidente onorario della Federazione italiana antiracket, che ha evidenziato il collegamento ricorrente tra mafia e corruzione. «La criminalità organizzata dal sud si è estesa a tutto il mondo», ha fatto notare, ribadendo alla necessità rimettere al centro «la responsabilità personale e il senso dello Stato». Secondo Grasso, insomma, è fondamentale ridefinire il «contratto sociale tra cittadini e istituzioni» invertendo la tendenza ormai consolidata anche in settori della politica in base alla quale «chi infrange la legge fa carriera».
Sul rapporto tra legalità e tutela dei diritti è intervenuto il rettore Luciano D’Amico, mentre il presidente osservatorio nazionale sulle infrastrutture di Confassociazioni Stefano Cianciotta ha introdotto il tema della trasparenza. “Misurare la reputazione ed uniformare le banche dati: gli strumenti 4.0 della legalità” è l’argomento che ha trattato nel suo intervento. Ai docenti don Emilio De Dominicis, dell’ateneo di Macerata, e Gerardo Villanacci, dell’università di Ancona, sono stati affidate riflessioni su “Etica e diritto” e “La trasparenza quale presidio di legalità”. Franco Esposito, invece, ha illustrato una proposta di legge per l’insegnamento obbligatorio nelle scuole superiori dell’educazione civica e ambientale. L’iniziativa si è conclusa con la consegna di una copia del “discorso di Pericle agli ateniesi” agli studenti di classico, scientifico, Ipsia, Iti, Alberghiero, Agrario e Milli presenti in sala.
©RIPRODUZIONE RISERVATA