Ha sparato ancora, l’arma s’è inceppata

L’ex tabaccaio era deciso a colpire chiunque, il consigliere Giansante vittima a caso. Si profila l’accusa di tentato omicidio
NERETO. La cronaca di un incubo si srotola nei primi atti di un’inchiesta giudiziaria e fissa una certezza che potrebbe portare alla contestazione del tentato omicidio: l’aggressore voleva sparare ancora, non lo ha fatto solo perché l’arma si è inceppata. E poi: ha colpito a caso, al posto del consigliere comunale e provinciale Luciano Giansante avrebbe potuto esserci chiunque. Per il 56enne ex tabaccaio Alberto Garzarella, un presente fatto di attriti continui con i vicini e di post allarmanti sui social, tra oggi e domani è prevista l’udienza di convalida con le contestazioni di resistenza a pubblico ufficiale, porto abusivo di arma da fuoco, lesioni e appunto tentato omicidio.
L’uomo, rinchiuso nel carcere di Castrogno, non ha nominato un avvocato di fiducia e sarà assistito da un difensore d’ufficio. Nel fascicolo del pm Francesca Zani l’acquisizione dei capi d’abbigliamento indossati dal ferito e le prime testimonianze di quello che a Nereto è stato un pomeriggio da incubo con l’ex commerciante uscito di casa con una pistola vera (l’uomo non risulta avere il porto d’armi e ha detto di averla acquistata al mercato nero) pronto a scaricare il caricatore su chiunque. Ha sparato un colpo contro Giansante, consigliere comunale a Martinsicuro e provinciale, incrociato nella piazza principale del paese raggiunto di striscio alla gamba (per lui prognosi di sette giorni) e probabilmente avrebbe continuato se l’arma non si fosse inceppata. Poi ha buttato la pistola contro una macchina infrangendo il lunotto ed è tornato in direzione della sua abitazione all’interno della quale si è barricato dopo aver buttato una tanica di benzina contro un carabiniere e minacciato di darsi fuoco. Sono seguite due ore di trattative portate avanti dai militari anche con l’ausilio di un mediatore dell’Arma. Il 56enne ha chiesto di essere portato via dalla polizia e non dai carabinieri e ha aperto la porta agli uomini della squadra mobile che lo hanno portato in questura. Per oltre due ore l’intera zona compresa tra via Ungaretti e via Alighieri è stata chiusa al transito e sul posto sono arrivate ambulanze vigili del fuoco che per evitare gesti estremi hanno interrotto l’erogazione di gas ed energia elettrica nella strada. I carabinieri, intanto, nella giornata di ieri hanno avviato gli accertamenti per acquisire eventuali immagini dei sistemi di videosorveglianza di tutta la zona che potrebbero aver immortalato tutti i momenti di un pomeriggio di ordinaria follia.
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