Hacker colpiscono azienda e chiedono 49mila dollari

È il riscatto preteso dai criminali informatici dopo avere bloccato i computer alla Videosound di Mosciano. Il titolare: «Non intendo pagare niente»
MOSCIANO SANT’ANGELO. Oscurano il server sequestrandogli i dati e gli archivi informatici chiedendogli un riscatto di 49mila dollari (pari a circa 41mila euro). I pirati informatici colpiscono anche il Teramano raggiungendo la zona industriale di Mosciano Sant’Angelo dove ha sede la Videosound, la società tecnologica che oltre a fornire service per lo spettacolo ha brevettato e produce un sistema di integrazione dei monitor led dietro a specchi o superfici di vetro per ambiente domestico e non solo. Marialuisa Ippoliti, titolare dell’azienda ed il marito Eugenio Filipponi hanno fatto l’amara scoperta alcune settimane fa ed hanno presentato denuncia alle forze dell’ordine contro il cyberattacco.
«Quando sono arrivato in ufficio ed ho acceso il computer ho notato una schermata nera, anomala. Poco dopo è apparsa la scritta del riscatto. Insomma, qualcuno, da molto lontano, ha “sequestrato” il server criptando e rendendo inaccessibili archivi e banca dati. Perché li riavessi indietro, il pirata informatico mi ha chiesto 49mila dollari in bitcoin. Soldi che il cybercriminale non vedrà e che non intendo pagare», dice perentorio Filipponi. Per fortuna, di parte degli archivi dell’azienda Ippoliti usa farne dei “backup” per cui non tutto è andato perduto. Come accade un po’ a tutti i malcapitati dell’hackeraggio, anche a Ippoliti e Filipponi è apparso un messaggio pop-up in cui si è chiesto loro di pagare, in questo caso, qualcosa meno di 50mila dollari in bitcoin per riavere l'accesso. L’ attacco informatico ha colpito numerose aziende ed enti pubblici in diversi Paesi del mondo, in particolare in Europa, come le cronache hanno raccontato. In un primo momento ad essere attaccati sono stati molti ospedali del sistema sanitario nazionale del Regno Unito, poi l’hackeraggio si è esteso a livello internazionale. Dal Regno Unito ai Paesi europei fra cui l’Italia e, più vicino a noi, in Abruzzo a Mosciano Sant’Angelo. Non sarà facile trovare i responsabili del crimine informatico, né punirli, ammesso che si riesca a individuarli, considerando da una parte la non facile rintracciabilità dei criminali “off shore”, che abitano in altri continenti, e dall’altra anche un parziale vuoto legislativo per i crimini informatici e per tutta la serie di reati connessi al mondo della tecnologia.
Alex De Palo
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