Hanno troppi pazienti Indagati nove pediatri

23 Luglio 2019

Gli accertamenti riguardano il distretto sanitario di base della Val Vibrata È sotto accusa per abuso d’ufficio anche un dirigente della struttura

TERAMO. Un’indagine lunga e complessa il cui primo risultato è in dieci indagati.
Si tratta di nove medici pediatri di base e di un dirigente del distretto sanitario Val Vibrata: i primi sono accusati di truffa ai danni dello Stato, mentre per il dirigente l’ipotesi di reato è quella di abuso d’ufficio. L’inchiesta sul tavolo del sostituto procuratore Stefano Giovagnoni nasce dagli accertamenti disposti sul numero di pazienti: secondo l’accusa i pediatri avrebbero avuto più bambini di quelle previsti dalla normativa che fissa il tetto massimo in 800 con una deroga entro il 10%.
Numeri, sostiene l’accusa, che sarebbero stati ampiamente superati portando in alcuni casi ad avere 900 o anche mille iscritti. Da qui l’ipotesi di truffa ai danni dello Stato. In questi mesi le indagini, delegate ai carabinieri del Nas, hanno portato all’acquisizione di svariata documentazione cartacea e di altrettante testimonianze. L’inchiesta, all’epoca, è nata da un esposto presentato da un altro pediatra, una dottoressa vincitrice di un concorso indetto proprio per pediatri di base.
La questione relativa all’assegnazione del numero dei pazienti è stabilita dall'articolo 38 dell'accordo collettivo nazionale per la disciplina dei rapporti con i medici pediatri di libera scelta del 29 luglio 2009 che è all’esame della Procura insieme a tutta l’altra documentazione. Il comma 1 dell’articolo 38 stabilisce in 800 il numero massimo di pazienti che può acquisire un pediatra di libera scelta, fatte salve le deroghe previste ai commi successivi. Il comma 8 consente, infatti, l'attribuzione di scelte riferite al neonati entro il 10% del massimale. Il comma 9, invece, consente anche, in deroga al massimale individuale (e cioè oltre il 10% del massimale di 800) l'attribuzione di scelte relativi ad assistiti in età pediatrica, appartenenti a nuclei familiari nell'ambito dei quali lo stesso medico abbia già in assistenza altri piccoli pazienti. Non è escluso, proprio in considerazione della complessità della materia, che la Procura possa anche decidere di nominare un proprio consulente.
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