Hatria, partono 20 ricorsi contro i licenziamenti

24 Giugno 2018

Un gruppo di lavoratori contesta l’iter seguito dall’azienda e chiede la reintegra I sindacati: il taglio si poteva evitare, molti dei 55 cacciati riassunti come precari

TERAMO. Hanno sostenuto una lunga battaglia, insieme ai colleghi, i 55 lavoratori licenziati dall’Hatria nel novembre scorso. Più di un mese di sciopero e un presidio permanente davanti all’azienda di sanitari di Sant’Atto. Ma a nulla sono valsi i tentativi di mediazione della Regione e del ministero: alla fine i lavoratori sono stati licenziati.
Paradossalmente, ora una ventina di lavoratori, fra quelli mandati via dopo un braccio di ferro estenuante, sono stati richiamati, con contratti precari. Ma un’altra ventina, di quelli non richiamati, ha deciso di fare ricorso contro i licenziamenti. Di questi, 16 si sono rivolti all’avvocato Luca Scarpantoni che ha da poco presentato un ricorso collettivo. Si basa su vizi del procedimento che va seguito in caso di licenziamento collettivo. In particolare non ci sarebbe stata l’indicazione puntuale degli esuberi collegata ai profili professionali e sarebbe stata violata l’individuazione del criterio di scelta (sono stati comparati gli operai ai quadri mentre bisognava distinguere per categorie fungibili). Poi i ricorrenti chiedono anche di verificare se sono state fatte assunzioni, dopo i licenziamenti, esterne al bacino dei licenziati, violando il diritto di precedenza. I lavoratori chiedono l’annullamento del licenziamento e la reintegra.
Intanto l’Hatria ha iniziato a produrre per il colosso Grohe, come da accordi stretti più di un anno fa, anche se la nuova linea non è ancora a regime. Le relazioni sindacali, dalla stagione di scioperi, sono interrotte. E ora i ricorsi. «E' l'epilogo di una vicenda che non poteva che avere questo sbocco», commenta Serafino Masci, segretario della Femca Cisl, «è evidente che un lavoratore che subisce un licenziamento senza accordo sindacale chieda una verifica alla magistratura sulla correttezza dei criteri. Un passaggio che non tutti hanno deciso di intraprendere perchè in parte rioccupati con contratti di somministrazione sempre all'Hatria. Seguiremo la vicenda con attenzione». «Avevamo subito rilevato che c'era una carenza informativa e non era esattamente rilevato l'esubero», rimarca Giampiero Dozzi, segretario Filctem Cgil, «L’esito dei ricorsi non è mai certo ma ci sono valide argomentazioni. C’è poi da fare una valutazione “politica”: l’azienda ha richiamato parte dei licenziati con contratti precari: è una dimostrazione che una gestione alternativa con gli ammortizzatori sociali era possibile. Anche dopo i licenziamenti abbiamo provato ad aprire un confronto, anche tramite prefettura, senza esito. Ci auguriamo che prima dell'estate riusciamo a riallacciare i rapporti e che l’azienda apra tavolo a 360 gradi sulla situazione e sul fatto che c'è un ritorno di volumi produttivi importante». (a.f.)
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