«Ho preso il fucile, poi non ricordo nulla»

5 Gennaio 2024

L’uomo che ha sparato alla moglie fa dichiarazioni spontanee al giudice, il suo avvocato chiede una perizia psichiatrica

GIULIANOVA. Si è avvalso della facoltà di non rispondere alle domande del giudice e ha rilasciato dichiarazioni spontanee per dire: «Ricordo solo di aver preso il fucile, poi più niente. Non so cosa sia successo dopo». Così il 70enne Nicola Dell’Orso, accusato di aver sparato un colpo di fucile alla moglie che è riuscita a scappare, ha detto al giudice Marco Procaccini nel corso dell’udienza di convalida che si è svolta ieri mattina in carcere.
Il suo legale, l’avvocato Antonio Luciani, ha presentato un certificato medico che attesta uno stato di depressione dell’uomo e ha chiesto per il suo assistito una perizia psichiatrica sulla capacità di intendere e di volere al momento dei fatti e sulla capacità di essere in giudizio. Ha chiesto anche, come misura alternativa al carcere, la detenzione in una struttura dove l’uomo possa essere sottoposto a delle cure. Richieste su cui il giudice si è riservato.
Dell’Orso, operaio in pensione incensurato, è accusato di tentato omicidio e lesioni aggravati nei confronti della 64enne moglie Giovanna Di Bonaventura. Per ora negli atti dell’inchiesta ci sono i primi accertamenti tecnici: l’esame dello stub per rilevare la presenza di polvere da sparo sulle mani dell’uomo e quello sui pallini del fucile da caccia trovati nel muro di casa. Un fucile da caccia legalmente detenuto. Nei verbali dell’inchiesta la testimonianza della moglie e quelle dei vicini di casa. Raccontano che nella tarda mattinata di martedì nella villetta di via Prato, a Giulianova, è improvvisamente scoppiato un diverbio tra marito e moglie con i vicini che hanno sentito i due litigare. Per gli investigatori all’origine ci sarebbero stati non meglio chiariti motivi di gelosia da parte dell’uomo.
Poi, in un drammatico crescendo, l’anziano ha preso il fucile e ha sparato verso la moglie un colpo che fortunatamente non ha colpito la donna. L’arma si è inceppata, lei è scappata fuori dall’abitazione, ma è stata raggiunta dal marito che prima l’ha picchiata con la canna del fucile usata come bastone e poi ha cercato di strangolarla. I due nella colluttazione sono caduti con lei che è riuscita nuovamente a fuggire portandosi dietro il fucile, nel frattempo finito a terra. Particolare, questo, su cui sono in corso approfonditi accertamenti per stabilire se la donna sia riuscita a disarmare l’uomo riuscendo a togliergli il fucile dalle mani o se l’arma sia caduta a terra durante la violenta colluttazione tra i due. Poi la fuga della donna a casa della vicina che ha raccontato di aver sentito prima litigare e poi lo sparo. È stata lei a chiamare i carabinieri. «Quando ho sentito lo sparo sono uscita fuori casa», ha detto, «e ho visto Giovanna correre e urlare in strada. Era terrorizzata e chiedeva aiuto. Ho subito aperto il cancello e l’ho fatta entrare. Mi ha detto che il marito aveva tentato di ucciderla prima con un colpo di fucile e poi cercando di strozzarla». La moglie del pensionato è stata medicata al pronto soccorso dell’ospedale e dimessa nella serata di martedì con una prognosi di trenta giorni. Il 70enne, al momento dell’arrivo dei militari, è stato trovato all’interno della casa.(d.p.)
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