Honeywell va via, Atr prende i fondi

La chiusura della fabbrica di Atessa la esclude da un bando regionale: 700mila euro all’azienda di Colonnella prima esclusa
COLONNELLA. Un evento drammatico come la chiusura dello stabilimento Honeywell di Atessa può trasformarsi in un evento positivo per l’Atr di Colonnella.
Qualunque cosa accada non cancellerà le ripercussioni di 420 licenziamenti, ma certamente la chiusura decisa dalla multinazionale americana ha avuto un “effetto collaterale” positivo. Il fatto che l’azienda chietina smobiliti nei fatti le rende impossibile percepire le provvidenze di un bando regionale volto a finanziare gli investimenti nella ricerca e nelle sviluppo nelle industrie. Il bando, la cui graduatoria è stata pubblicata nel 2017, disponeva il finanziamento di progetti delle prime cinque aziende classificate. E l’Atr era arrivata sesta. Ora il fatto che la Honeywell, che invece era rientrata fra i primi cinque, è fuori gioco, fa rientrare l’Atr in un posto utile in graduatoria.
«Il bando prevede un contributo a rendicontazione», spiega Marco Boccanera, segretario della Fim Cisl, «e l’Atr ha in gran parte fatto gli investimenti comunque, anche se era risultata sesta. Ora abbiamo chiesto alla Regione un incontro anche per sapere a che punto è la questione». Da contatti informali è praticamente certo che l’Atr a breve riceverà un contributo di circa 700mila euro per gli investimenti comunque fatti.
«La comunicazione formale non è ancora arrivata, ma il vicepresidente Giovanni Lolli a voce ce lo ha confermato», aggiunge Mirco D’Ignazio, segretario della Fiom Cgil, «è positivo che rientrino nel bando perchè dà ossigeno all’azienda. Certo, se si tenessero in considerazione i sindacati nella fattura dei bandi non si correrebbe il rischio di dare soldi a chi abbandona il territorio. Invece l’Atr gli investimenti li ha comunque fatti, credendo nel sito di Colonnella e nei lavoratori».
L’Atr peraltro va verso l’acquisizione definitiva del capannone principale, infatti a breve verserà l’ultima rata, da centomila euro, alla curatela fallimentare della precedente Atr. Un altro passo avanti che indirettamente porterà più liquidità all’industria che opera nella componentistica in carbonio. «Comunque bisogna riaccendere i riflettori sul polo del carbonio, che è nato in provincia di Teramo», aggiunge Boccanera, «di questo parleremo, fra l’altro, nell’incontro in Regione. L’Atr è lanciata, ha le potenzialità per crescere, ha una forza lavoro di alto livello e commissioni da marchi importanti. Ma non può essere lasciata sola».
Attualmente nella fabbrica di Colonnella lavorano 240 persone. «Purtroppo non hanno avuto accesso ai fondi dell’area di crisi complessa Vibrata-Tronto», fa notare D’Ignazio, «perchè un requisito è l’obbligo di fare assunzioni e loro nell’attuale situazione sono già al completo».
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