I 26 migranti sparsi in cinque centri

25 Gennaio 2019

Sono nei Cas di Teramo, Basciano, Cellino, Montorio e Torricella. Giannella: «La Lega sta zitta, ma se l’avesse fatto Gentiloni?»

TERAMO. Sono arrivati mercoledì pomeriggio in provincia di Teramo, con le loro povere cose. Sono 26 migranti richiedenti asilo trasferiti dal Cara di Castelnuovo di Porto. A loro la sorte ha riservato la provincia di Teramo, visto che il gruppo di 75 trasferito mercoledì è stato smistato fra Marche, Abruzzo e Molise. Quelli di ieri sono andati in Emilia Romagna e Toscana, il gruppo di oggi sarà ospitato in Piemonte.
I ventisei migranti (cinque donne e ventuno uomini) sono stati indirizzati dalla prefettura di Teramo nelle strutture Cas che avevano maggiore disponibilità di posti nei comuni di Basciano, Cellino Attanasio, Montorio, Teramo e Torricella. In particolare a Teramo, a Villa Emmaus di Castagneto, sono arrivati tre uomini. Non c’è stato alcun problema nell’operazione di trasferimento, come conferma Carlo Barbieri, presidente del consorzio “Solidarietà aprutina” che si occupa dell’assistenza dei migranti a livello locale. «Si tratta di 3-4 persone in ogni centro, non ci sono stati mai motivi di discussione in passato, figuriamoci ora per tre persone in un centro che già ne ospita 15», dichiara Barbieri. Da quello che si apprende pare che, almeno per ora, gli arrivi in provincia di fermino qui. Certo è, se il governo continuerà nel proposito di chiudere i grandi centri di accoglienza – come ribadito ieri dal vicepremier Matteo Salvini – che qualche altro gruppo potrebbe arrivare.
Il sindaco, Gianguido D’Alberto, segue la situazione con attenzione: «Teramo concorre con altri territori del nostro Paese a una fase di riorganizzazione complessiva del sistema di accoglienza. Ancora non c’è una visione chiara di quelli che saranno gli effetti del “decreto sicurezza”. Pendo che la sicurezza derivi da un’integrazione fruttuosa, efficace e solidale, ma questo non significa che non ci debba essere un controllo attento di quella che è la situazione complessiva. Tant'è che mi sono attivato subito per monitorare questa situazione relativa all'accoglienza, anche per verificare l'attuazione del “decreto sicurezza” che se non attuato correttamente potrebbe dare problemi». Il sindaco parla di «verifiche con tutte le istituzioni competenti» perchè i sindaci hanno questa responsabilità, nell’interesse di tutti. Da qui «le interlocuzioni con ministero dell’Interno, questura e prefettura, il rapporto costante con chi gestisce i centri di accoglienza per verificare le condizioni dei migranti e anche con la popolazione residente: i cittadini devono essere informati correttamente di quello che succede per favorire l’integrazione ed evitare, sull'onda dell'eco nazionale, valutazioni sovradimensionate rispetto alla realtà».
Sull’argomento interviene anche Giorgio Giannella, candidato consigliere alla Regione con la lista civica “Legnini presidente” con una nota dal titolo eloquente: “Trenta immigrati a Teramo, Lega Casapound muti”. «Con i se non si fa certo la storia ma se i 30 immigrati del Cara di Castelnuovo di Porto fossero stati spostati dal governo Gentiloni, siamo certi che in ogni luogo social e non, ci sarebbero stati manifestazioni di sdegno e rigurgiti di ogni specie. Oggi invece assistiamo al silenzio del popolo dei selfie che deve constatare come l'effimera illusione di cambiamento duri il tempo di una foto e che il concreto agire sia cosa distante dalle facili dichiarazioni propagandistiche».
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