I 40 anni del Centro: quel viaggio di Tonino per far leggere il giornale

Novant’anni compiuti e una missione: sopperire alla chiusura delle edicole. Da Atri a Pineto (tutte le domeniche) per prelevare copie da distribuire agli amici
ATRI. Dieci copie del quotidiano il Centro legate con uno spago, strette tra le mani, come un bene prezioso. Per qualcuno potrebbero sembrare semplici giornali. Per Antonio Mutoschi, novant’anni compiuti, rappresentano molto di più: il diritto all’informazione, il piacere della lettura e il desiderio di non lasciare spegnere una piccola ma importante fiammella culturale nella sua città. Ad Atri, infatti, la domenica non ci sono più edicole aperte. Una dopo l’altra hanno abbassato le serrande, complice il pensionamento dei titolari e le difficoltà di un settore che da anni combatte per sopravvivere. Così, per leggere il giornale e permettere anche ai suoi amici di farlo, Antonio, che tutti conoscono come Tonino, ha trovato una soluzione tutta sua: scendere fino a Pineto e acquistare le copie necessarie.
Quasi trenta chilometri tra andata e ritorno. Domenica scorsa si è fatto accompagnare da un amico. Destinazione la storica edicola di Luciano Caduceo in via De Titta. Appena arrivato è stato accolto con un sorriso e un abbraccio, quelli che si riservano alle persone speciali. Saluti, strette di mano e qualche battuta anche con il padre dell’edicolante, che lo conosce da anni. Poi Tonino ha infilato la mano in tasca, ha tirato fuori i soldi che gli hanno dato gli amici e ha acquistato le copie ordinate. Nel frattempo ha scambiato qualche parola sullo stato di salute, ha salutato le ragazze che aiutano nell’attività, soprattutto nelle domeniche estive quando insieme ai giornali si vendono canotti, gonfiabili e giochi da spiaggia.
La schiena è curva, il passo è lento, ma lo sguardo resta vigile e curioso. Prima di uscire si ferma davanti alla locandina del Centro, commenta le notizie del giorno e poi torna in auto. Direzione Atri. Durante il viaggio emerge tutta la sua storia. In una vita spesa come ispettore del lavoro, sempre a contatto con le persone, Tonino ha coltivato una passione profonda per la tutela dell’ambiente. Per oltre trent’anni è stato socio di Italia Nostra e ancora oggi conserva un legame quasi viscerale con il verde pubblico. Quando l’auto attraversa la zona industriale di Atri indica con orgoglio un bosco che si estende accanto alla strada. «Questi alberi li ho piantati io», racconta.
Albero dopo albero. Un terreno ottenuto in comodato e trasformato negli anni in un piccolo polmone verde per l’area industriale. Un’opera che ha continuato a curare personalmente fino a pochi anni fa. E quando il discorso cade sull’ambiente gli occhi si illuminano. Racconta che ancora oggi, se vede un’aiuola assetata o dei fiori appassiti nella sua città, prende una bottiglia d’acqua e provvede a innaffiarli. Le sue mani, segnate dal tempo, stringono intanto le copie del giornale. L’inchiostro della carta stampata sembra quasi fare parte della sua storia. Dopo circa dieci minuti di viaggio si arriva in piazza Duomo.
Tonino indica dove fermarsi. Non fa in tempo a scendere dall’auto che alcuni amici si avvicinano per ritirare la propria copia. «Ciao Tonì, grazie», gli dicono sorridendo. Poche parole, ma che raccontano molto. Più tardi incontra anche un gruppo di ciclisti fermo per una pausa davanti al Bar Renè. Qualcuno gli chiede una copia del giornale. Lui distribuisce quelle rimaste. Se ne avesse acquistate di più, probabilmente le avrebbe vendute tutte. La sua non è soltanto una piccola missione domenicale. È un gesto che parla di amicizia, di condivisione e di amore per la lettura. In un tempo in cui le notizie scorrono veloci sugli schermi dei telefoni, un novantenne continua a percorrere chilometri per portare il giornale ai suoi amici.
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