Immobile lascia il calcio: «È il momento»

L’ex bomber del Pescara appende le scarpette al chiodo dopo una carriera da protagonista in serie A e con la Nazionale
PESCARA. «Non siate tristi per me, ma è arrivato quel momento. Lascio il calcio per restituire alla mia famiglia tutto quel tempo che mi ha dedicato, seguendomi in tutti i posti in cui ho giocato». La voce è tremolante, di quelle di un addio voluto, ma non cercato. Ciro Immobile lascia il calcio. “Re Ciro” dice basta. Una carriera da protagonista, sempre. Record su record macinati in giro per l’Italia. Un curriculum da bomber, come se ne vedono pochi oggi, che recita: 201 gol in serie A, Scarpa d’oro, quattro volte capocannoniere, campione d’Europa con la Nazionale, ottavo miglior marcatore nella storia della Serie A e miglior marcatore di sempre della Lazio. Non una cosa da poco. Un’avventura iniziata al Sorrento in serie C, passando poi per le giovanili della Juventus, con cui ha esordito in A.
La serie B con il Grosseto e poi quella favola con il Pescara: «La consacrazione», ha ammesso più volte. Sotto la guida di Zeman, Immobile è stato il fulcro di quella rosa che raggiunse la promozione in A nel 2012. Il ragazzone dal ciuffo biondo, un po’ spregiudicato, ma solo quanto basta per fare il centravanti. Quell’anno 22 timbri, segnando in tutti i modi: di testa, di destro, di sinistro. Per le strade di Pescara ancora si ricorda il gol al Brescia: avversari saltati come birilli e piazzato all’angolino. E pensare che Zeman, il primo giorno di ritiro, gli disse: «Con questo cognome non puoi essere il mio attaccante». Una storia d’amore, quella con il Pescara, andata anche al di là del campo. La famiglia, quella che Ciro oggi mette davanti al calcio, è quella creata dall’amore con sua moglie Jessica, di Bucchianico.
E in Abruzzo Immobile torna spesso, per ricevere l’affetto della gente che l’ha sempre osannato. L’ultima apparizione lo scorso aprile, quando si presentò all’Adriatico per Pescara-Sampdoria e regalò ai tifosi l’ennesima illusione: «Pescara? Tornerei subito». Dopo il Delfino, la serie A, meritata, ma con altre maglie. Genoa prima, Torino dopo. Poi le esperienze all’estero: Borussia Dortmund e Siviglia. Quindi il ritorno in Italia con la maglia della Lazio. È lì che Immobile è diventato “Re Ciro”, vincendo una Coppa Italia e due Supercoppe. Gli ultimi trasferimenti al Besiktas e al Paris FC, ultima squadra prima del ritiro. Giocate e gol che resteranno nel cuore di tutti i tifosi, ma in quello dei pescaresi un po’ di più.
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