I 5 Stelle: chiude rianimazione La Asl: è falso, sono lavori

GIULIANOVA. L’imminente avvio dei lavori di ristrutturazione del reparto di anestesia e rianimazione dell’ospedale di Giulianova hanno fatto preoccupare il consigliere regionale del Movimento 5...
GIULIANOVA. L’imminente avvio dei lavori di ristrutturazione del reparto di anestesia e rianimazione dell’ospedale di Giulianova hanno fatto preoccupare il consigliere regionale del Movimento 5 Stelle Riccardo Mercante, che ha lanciato l’allarme sulla possibile chiusura.
«L’annunciata chiusura del reparto di rianimazione desta non poche preoccupazioni tra i cittadini della costa abruzzese i quali, laddove la notizia trovasse fondamento, si vedrebbero togliere un servizio prezioso ed indefettibile in una struttura sanitaria che si possa definire tale e già ridotta allo stremo», si legge in una nota, «La possibilità che il direttore generale della Asl Roberto Fagnano, con la scusa di palesati interventi di ristrutturazione del reparto, possa in realtà chiudere definitivamente l’unità, rappresenta l’ennesima picconata per demolire il nosocomio di Giulianova». Mercante chiede chiarezza sulle reali intenzioni. E immediata arriva la smentita della Asl. «Non si comprende il sospetto di chissà quali trame la Asl teramana abbia ordito ai danni della comunità giuliese», si legge nel comunicato stampa, «la rianimazione non chiuderà, tanto che il reparto trova il suo specifico spazio anche sul nuovo atto aziendale». La direzione generale della Asl spiega che saranno fatti lavori di ristrutturazione necessari, a partire dall'impianto di raffrescamento che da tempo crea problemi di malfunzionamento, e che i lavori saranno gestiti senza alcuna interruzione del servizio. «Giuseppe Rosati, della direzione sanitaria dell’ospedale giuliese, ha già individuato le soluzioni alternative ai posti letto di rianimazione che, con ogni probabilità, saranno spostati in Utic solo per il periodo necessario ai lavori, circa due mesi», continua la nota, «e non ci sarà interruzione della normale attività chirurgica che non subirà nessun ridimensionamento numerico».
Mirella Lelli
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