I balneatori: «Cambiate il regolamento del Parco»

Associazioni di categoria e operatori protestano per i troppi vincoli al Cerrano «Penalizzati anche i turisti: non si può fare neanche un picnic sotto la pineta»
PINETO.
Non c’è solo la polemica dei vongolari, ma anche i balneatori si schierano contro il nuovo regolamento del Parco marino del Cerrano. I rappresentanti nazionali e regionali delle organizzazioni di categoria dei balneatori (Fab-Cna, Fiba-Confesercenti, Sib-Confcommercio) «nonchè tutti gli imprenditori turistici operanti all’interno del Parco del Cerrano», si legge in una nota, hanno notificato al ministro dell’Ambiente, al Presidente della Regione, al Presidente della Provincia, ai sindaci di Pineto e Silvi e al presidente dell’Amp le proprie osservazioni, chiedendo un immediato «ravvedimento» da parte di chi ha approvato la normativa.
«Questo regolamento piovuto dall’alto», sostengono i balneatori, «rischia di compromettere in modo definitivo i rapporti tra gli operatori economici dell’Area marina protetta e la governance della stessa». Il regolamento recentemente approvato, sostengono ancora i balneatori, «introduce nuovi ed insostenibili vincoli per gli operatori, istituendo, ad esempio, nuove zone di riserva integrale (non previste nel decreto istitutivo), facendo finta di non sapere che larga parte del Parco insiste in zone fortemente antropizzate; ma ancor più gravi sono le limitazioni per turisti e cittadini: di fatto, per i 7 km di spiaggia e pinete sono precluse le attività di animazione (a causa dei rumori provocati), la sicurezza degli stabilimenti (a causa delle prescrizioni sulla illuminazione), ogni forma di picnic e ristorazione in pineta (correttamente il Comune di Pineto aveva invece previsto il divieto solo al di fuori delle aree specificamente attrezzate ed autorizzate). Ancor più grave è il divieto di accesso di cani al guinzaglio in spiaggia ed in pineta: norma tanto odiosa quanto illegittima perché in chiaro contrasto con la legge regionale in materia».
Secondo le associazioni dei balneatori si tratta di un regolamento che contiene norme superate («come quella che impone al Parco di avvalersi solo di un direttore “ministeriale”, norma ormai superata dalla riforma della legge sui Parchi, che consente ampia facoltà di scelta ai soggetti gestori») ed illegittime, «ma che soprattutto rompe il patto di collaborazione con gli operatori dell’area risalente al protocollo d’intesa sottoscritto tra le parti nel 2012. Il nostro auspicio è che in tempi brevissimi i rappresentanti delle istituzioni possano revocare o comunque rivedere il regolamento, evitando di infrangere definitivamente ogni possibile forma di condivisione e simbiosi tra economia e gestione dell’Area marina protetta».

