I balneatori chiedono 600mila euro di tasse pagate e non dovute

Giulianova, il sindacato Sib all’attacco del Comune «Dal 2013 attendiamo la restituzione dei soldi per i rifiuti»
GIULIANOVA. I balneatori vanno all’attacco del Comune e chiedono la restituzione del pagamento di vecchie imposte non più dovute, a cominciare da quelle sui rifiuti in spiaggia. Il Sib, il sindacato italiano balneari, attraverso il presidente provinciale Domizio Luigi Scilli, torna a chiedere la restituzione di circa 600mila euro «incassati dal Comune nel 2013 in maniera irregolare attraverso l’applicazione dell’addizionale Eca non più vigente a partire proprio da quell’anno».
Una rivendicazione, quella dei balneatori, mai soddisfatta e che ha visto coinvolto anche il precedente consiglio comunale. Tutto però è rimasto lettera morta nonostante sia trascorso un lungo periodo. Scilli torna sull’argomento prendendo spunto da alcune esternazioni dell’assessore al bilancio Katia Verdecchia che ha annunciato la necessità per l’amministrazione comunale di introitare i crediti vantati nei confronti dei cittadini per ciò che concerne l’applicazione di diverse imposte e tasse come Imu, Tari, Icp (imposta comunale sulla pubblicità).
Dice Scilli: «L’assessore Verdecchia richiama giustamente in merito alla necessità per l’amministrazione comunale di recuperare quanto dovuto e non versato dai cittadini giuliesi. Il principio cui si ispira la componente dell’esecutivo non fa una grinza sul piano della legittimità. L’assessore però dovrebbe tenere ben presente anche i debiti che il Comune ha nei confronti dei balneatori, operatori turistici e cittadini che aspettano da diversi anni di essere rimborsati». Scilli entra nello specifico e incalza: «Come rappresentante del sindacato italiano balneari devo ricordare che nel 2013 l’amministrazione comunale di Giulianova ha riscosso indebitamente, attraverso la Tari, la famosa Eca, il 10% del totale della tassa sui rifiuti. Considerato che per i balneari la tassa sulla spazzatura è la più alta fra le categorie degli operatori turistici, il prelievo forzato ed illecito è stato considerevole. Se poi teniamo presente che il Comune è stato condannato sia dalla commissione tributaria provinciale che da quella regionale, non si spiega come, a tutt’oggi, l’amministrazione stessa non provveda ancora al rimborso delle somme non dovute e incassate in maniera impropria».
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