I balneatori contro la Tari «Blocchiamo i pagamenti»

Il consorzio Coba si fa portavoce delle proteste e accusa la giunta Mastromauro: «Ignorate le nostre lettere di autotutela inviate per segnalare calcoli errati»
GIULIANOVA. Il Coba, il consorzio dei balneatori giuliesi nato per avviare la raccolta differenziata autonoma, iniziata lo scorso 1 aprile, accusa l’amministrazione comunale di non aver tenuto in considerazione le lettere di autotutela per il pagamento della Tari 2014.
La fine del 2015 e l’inizio del nuovo anno hanno visto infatti recapitare ai commercianti e ai titolari di chalet solleciti per il pagamento della tassa sui rifiuti per il 2014, con il 30% di maggiorazione. Il sindaco Francesco Mastromauro, tuttavia, ha chiarito che i commercianti potevano avvalersi del ravvedimento operoso, operazione che consiste nel pagamento entro un anno con una piccola mora, dal giugno scorso, e che, chi non l’avesse fatto, può chiedere agli uffici per un trattamento personalizzato. Adesso però, dopo le proteste delle partite Iva giuliesi, sono stati i balneatori a parlare. Se alcuni di loro intendono avvalersi della possibilità di dilazionare l’importo (a volte anche molto alto), altri sono intenzionati a perseguire una linea dura bloccando totalmente i pagamenti. Questo perché, secondo i balneatori, il Comune non avrebbe tenuto conto delle lettere di autotutela. «Il Comune non ha mai risposto alle nostre lettere di autotutela, ignorando le nostre richieste», ha spiegato Gabriele Albani, segretario del Coba, «tuttavia, nel 2015 nel nuovo regolamento Tari, ha modificato il famigerato articolo 14 escludendo le aree per le attività sportive dal calcolo della superficie tassabile solo se utilizzate, per così dire, da fruitori professionisti. A questo punto molte imprese balneari saranno costrette a ricorrere alla commissione tributaria per evitare di pagare cifre esorbitanti e non giustificate dal punto di vista legale». Il vecchio regolamento Tari infatti, all’articolo 14 comma B prevedeva la non applicabilità dell’imposta su quelle aree destinate alle attività sportive; i balneari, però, già a febbraio 2015, prima della scadenza dell’ultima rata, avevano segnalato come migliaia di metri destinati ad attività sportive erano stati, invece, erroneamente tassati. Le cartelle quindi erano aumentate in maniera spropositata e gli operatori avevano bloccato il pagamento delle rate inviando agli uffici lettere di autotutela per chiedere il ricalcolo della tassa. «Se è vero che il ravvedimento operoso per la Tari 2014 si poteva fare già nei mesi scorsi», ha concluso Albani, «come ha dichiarato il sindaco Mastromauro, è altrettanto vero che il Comune continua ad essere assente o sordo di fronte alle legittime richieste delle imprese. Non c’è stata infatti nessuna risposta da parte dell’ente alle lettere di autotutela con cui gli imprenditori balneari avevano segnalato l’incongruenza nel calcolo della tassa per l’annualità 2014».
Margherita Totaro
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