I balneatori di Tortoreto: «No alle scogliere emerse»

21 Gennaio 2024

L’associazione degli operatori chiede un incontro pubblico sugli effetti dei lavori Proposta un’alternativa: «Le barriere soffolte sono meno costose e più efficaci»

TORTORETO. «Se la soluzione possibile è solo quella degli scogli, qualcuno dovrebbe spiegare in un dibattito pubblico i vantaggi e gli eventuali problemi nei quali potremmo incorrere». I balneatori di Tortoreto temono che il progetto regionale delle nuove barriere antierosione, che non verrebbe attuato in contemporanea lungo tutta la costa vibratiana per indisponibilità dei quasi 24 milioni di euro necessari, possa spostare il fenomeno erosivo a Tortoreto. Carlo Dezi, presidente degli operatori associati Balneator, spiega perché: «Se domani si decidesse di posizionare le prime scogliere, prima che vadano a regime protettivo, considerando tempi di realizzazione, correnti deviate, affondamento dei massi nella sabbia, condizioni meteo non idonee, passerebbero tra due e cinque anni e, con questi tempi, l’erosione sarà sempre più feroce. L’alternativa sono le barriere soffolte, che possono essere posizionate subito, ricreando la barriera naturale della secca che ora non c’è più. Per 500 metri sono sufficienti tre mesi di lavoro con iter burocratico ridotto perché di facile rimozione. Le scogliere sono, invece, dei muri che evitano il passaggio delle correnti e del mare mosso. Considerando che le temperature stanno crescendo, la riduzione di ricambio di acqua potrebbe innescare pericolosi ristagni con rischi di divieti di balneazione», prosegue Dezi, che porta a sostegno della propria valutazione una ricerca del Politecnico delle Marche. «Le barriere soffolte non si vedono, costano meno, ne possono essere posizionate di più mentre le scogliere emerse costano molto, devono essere manutenute e rimarranno per sempre. Inoltre, le barriere artificiali certificate e realizzate in calcestruzzo sea-friendly sono considerate importanti per l’azione di rinaturalizzazione e protezione della biodiversità. Le barriere soffolte svolgono, come riportato dallo studio del 2010 del Ministero delle Infrastrutture, un’azione di mitigazione del moto ondoso riducendo l’energia cinetica dell’onda oltre a garantire un ricambio naturale dell’acqua, riducono l’attività erosiva favorendo in certe condizioni il naturale ripascimento», conclude Dezi che chiede un incontro pubblico con istituzioni, tecnici e balneatori. Nel frattempo, farà richiesta di accesso agli atti per avere la relazione generale, le planimetrie di progetto, le sezioni delle scogliere, lo studio correntometrico, il computo metrico e la valutazione ambientale.
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