I balneatori: «La stagione è salva ma ora vanno bandite le gare»

23 Maggio 2024

Il segretario del consorzio Co.Ba Albani chiede tempi stretti: «Procedure da chiudere entro il 2024» Gli operatori vogliono regole certe: «È necessario prevedere un indennizzo per chi perde l’attività» 

GIULIANOVA. È arrivata la fine dell'era delle proroghe per le concessioni balneari: il Consiglio di Stato, con tre recenti sentenze, ha stabilito l'illegittimità delle proroghe generalizzate e ha ordinato ai Comuni di indire immediatamente gare pubbliche trasparenti per l'assegnazione delle concessioni scadute il 31 dicembre 2023. Si chiude così la speranza di un'ulteriore proroga per gli stabilimenti balneari italiani. La proroga "tecnica", concessa in casi eccezionali per consentire il completamento delle procedure di gara, è prevista solo per i Comuni che abbiano già avviato o deliberato l'avvio delle gare. Tra questi c'è il Comune di Giulianova, che ha deliberato di indire i bandi e chiudere le gare entro il 2024.
I balneatori giuliesi chiedono tempi stretti. «I Comuni ora dovranno attivarsi tempestivamente per organizzare le gare nel rispetto dei tempi stabiliti», spiega il segretario del Co.Ba (consorzio dei balneari) Gabriele Albani, «mentre gli operatori del settore dovranno prepararsi a competere per l’assegnazione delle nuove concessioni. A mio parere la delibera del Comune di Giulianova è ben fatta, poiché indica che le gare devono essere aperte e chiuse entro il 2024». Albani rassicura che la stagione balneare 2024 è salva per gli stabilimenti di Giulianova, ma sottolinea la necessità di regole certe e di un indennizzo per chi dovesse perdere la concessione. «Vogliamo delle regole certe», continua, «e che ci sia un indennizzo per chi, nell’eventualità, perderà la propria concessione balneare e su quali basi verrà calcolato: ci aspettiamo che il governo centrale prestissimo faccia un’azione legislativa per poter andare avanti con le gare con maggior serenità».
Tuttavia, il quadro generale rimane incerto. Mancano criteri ben definiti per l'assegnazione delle concessioni e il timore di vedersi sfavoriti rispetto a grandi aziende con maggiori disponibilità economiche è reale. «In comuni come Jesolo sono già state espletate le procedure di evidenza pubblica», sottolinea Albani, «che hanno permesso alle multinazionali di accaparrarsi consistenti tratti di spiaggia, sulla base di onerosi investimenti; per quanto riguarda la nostra situazione, la Regione Abruzzo sta lavorando a un bando-tipo per uniformare i criteri in tutti i comuni e per consentire al più presto l’avvio delle gare. Ormai abbiamo preso la discesa», conclude Albani, «la cosa certa è che bisogna chiudere le gare entro la fine dell’anno».
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