I balneatori pronti per l’estate: «Ma pesa l’incognita concessioni»

Cominciati i preparativi con le pulizie e sono già arrivate le prime prenotazioni per gli ombrelloni Gli addetti: «C’è tanta incertezza, noi andiamo avanti ma per il momento nessuno fa investimenti»
GIULIANOVA. Iniziano i preparativi per la prossima stagione turistica e, sull’arenile giuliese, si intravedono già i primi inequivocabili segni che si sta effettuando la manutenzione del litorale. Nonostante la spada di Damocle della Bolkenstein che incombe sui balneari, ovvero la sempre più concreta probabilità, che le concessioni vadano ad evidenza pubblica, mettendo così a rischio le piccole imprese a conduzione familiare, alcuni gestori degli chalet giuliesi, sono già al lavoro per la consueta pulizia annuale dell’arenile: l’ordinanza balneare emessa dalla Regione per l’anno 2023, dispone che l’allestimento delle aree in concessione, deve essere obbligatoriamente concluso entro il 28 maggio. A fine mese è inoltre previsto un consiglio comunale, che sarà incentrato sull’adozione del nuovo piano spiaggia demaniale comunale, e a tal riguardo, alcuni gestori non nascondono le proprie perplessità. Così Enio Marcone, vicepresidente provinciale del Sib e titolare del Lido Portofino sul lungomare nord: «A prescindere dal decreto Milleproroghe, la situazione per noi balneari sarebbe stata comunque complicata, in considerazione della sentenza emessa dal Consiglio di Stato, siamo nel caos pertanto di investimenti a lunga gettata non ne faremo, ma soltanto la normale amministrazione. Stiamo cominciando le operazioni di pulizia e dopo Pasqua, contiamo di riaprire il Lido al pubblico, condizioni meteo permettendo: abbiamo già ricevuto le prime prenotazioni per gli ombrelloni».
È già a buon punto con i preparativi per la prossima stagione turistica anche Tonino De Vincentis, titolare dello stabilimento Spinnaker sul lungomare sud nonché ex presidente del consiglio comunale: «Per la fine di aprile riapro i battenti. Sarà una buona stagione, ho già ricevuto parecchie prenotazioni. Non è opportuno azzardare di aprire prima, perché i venti e le mareggiate di maggio, contribuiscono a sporcare l’arenile. Riguardo la Bolkenstein, a questo punto non so che fine faremo. La questione deve però essere necessariamente risolta; è tutto molto vago, ci asteniamo dal fare investimenti». Andrea Marà, storico gestore del Lido a conduzione familiare Costa Verde mare, afferma: «Il business del mare, calato nella realtà giuliese è un business semplice, si apre e si chiude: questa situazione poco chiara blocca ogni tipo di investimento e il rinnovamento dell’indotto: si vive alla giornata, senza nessuna programmazione».
Secondo Marà, sarebbe inoltre auspicabile andare a gara prima della scadenza della concessione: «Un conto andare a bando con una concessione pregressa, un altro ripartire tutti dallo stesso punto: dal punto di vista del balneatore, la naturale scadenza andrebbe evitata, al fine di ottenere un punteggio utile per i bandi, per ora ipotetico, dettato da esperienza, investimenti, know how e ammortamenti». Infine sul piano spiaggia comunale: «Sarebbe auspicabile, prima di avventurarsi in regole locali, attendere la chiara definizione delle linee europee e nazionali».
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