I balneatori: ripascimento con modalità sbagliate

Alba Adriatica, gli operatori della zona nord contro il piano della Regione «No al prelievo di sabbia al largo di una costa già devastata dall’erosione»
ALBA ADRIATICA. «No al ripristino dell’arenile prelevando sabbia al largo della costa martoriata dall’erosione»: è netta la posizione del gruppo di balneatori e operatori turistici della zona nord di Alba Adriatica, quella più colpita dal fenomeno dell’erosione costiera e dalle gravi mareggiate dell’anno scorso che hanno provocato centinaia di migliaia di euro di danni nelle strutture private. La loro è una risposta all’ipotesi circolata negli ultimi giorni sulla stampa, che sarà espressa direttamente anche al sottosegretario della Regione Abruzzo Umberto D’Annuntiis nell’imminente incontro previsto nel municipio albense.
Come comunicato nei giorni scorsi agli uffici municipali con una nota a sorpresa, infatti, la Regione non riuscirà a realizzare il corposo ripascimento previsto da 50mila metri cubi di sabbia prelevata altrove, il cui iter burocratico e di ottenimento delle autorizzazioni necessarie si è arenato a causa delle misure restrittive dell’emergenza Covid-19. Per questo, il ripascimento vero e proprio verrebbe rinviato al 2021 e accorpato agli altri interventi di messa in sicurezza della costa, mentre, come alternativa urgente in vista dell’estate 2020, si parla della più snella opera di ripristino dell’arenile.
La Regione stanzierebbe 150mila euro per i lavori, che il Comune dovrebbe completare entro fine giugno. Il ripristino consiste nel prelievo della sabbia in mare direttamente al largo di Alba Adriatica con una draga, per poi “spararla” a poca distanza lungo la costa nord cittadina, come effettuato in passato. «Abbiamo già avuto modo di constatare che questa pratica non è utile e provoca danni a sua volta, inoltre i tempi sono troppo stretti», dicono però i balneatori della costa nord, che propongono un intervento di tutt’altra natura: «chiediamo invece che vengano prelevate piccole quantità di sabbia in eccesso lungo gli arenili cittadini che ne hanno in abbondanza, trasportarla sulla costa nord e usarla qui per livellare le spiagge. Si tratta di un intervento più semplice e meno invasivo, visto che bastano dei camion per farlo, che è previsto dalla normativa e che consentirebbe di ridurre le tempistiche e i costi». Anche dal municipio, che il ripristino dovrebbe effettuarlo direttamente con tanto di progettazione e gara d’appalto, emergono perplessità sul ripristino dell’arenile per motivazioni simili. Sia, infatti, per quanto riguarda le tempistiche stesse, con l’apertura della stagione balneare che probabilmente sarà fissata al primo giugno, sia per i costi: tolte le spese necessarie, con 150mila euro la sabbia da riposizione sull’arenile potrebbe risultare davvero di scarsa quantità.
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