I balneatori senza spiaggia ora chiedono aiuti fiscali
Alba, gli operatori della zona nord devastata dall’erosione propongono a Regione e Comune la riduzione del canone demaniale e della tassa sui rifiuti
ALBA ADRIATICA. Imposte ridotte per rilanciare le attività turistiche della zona nord di Alba Adriatica, colpita ferocemente dall’annoso problema dell’erosione costiera. La richiesta degli operatori turistici della zona, che nei prossimi giorni sarà inviata alle istituzioni locali, prime fra tutte la Regione, prevede due punti principali: la riduzione del canone demaniale per la spiaggia e quella della tassa sui rifiuti. Il canone prenderebbe in considerazione, secondo il parere degli operatori balneari coinvolti, porzioni di arenile «per due terzi scomparso a causa dell’erosione». La maggior parte degli operatori in questione, inoltre, non ha potuto nemmeno beneficiare della chiacchieratissima misura della “compensazione”, permessa dal Comune a partire dall’estate scorsa, proprio come risposta all’erosione, a quelle concessioni che avrebbero potuto ampliarsi verso eventuali spiagge libere laterali per recuperare i metri di arenile persi negli anni. Una beffa in più per la zona nord, che è fittissima di stabilimenti e concessioni private, ma poverissima di spiagge libere per sfruttare la compensazione.
Da qui, del resto, decenni fa era partito il boom economico albense, prima che il fulcro del turismo si cominciasse a spostare lentamente verso sud, insieme all’incedere costante dell’erosione costiera a nord, che in poco più di venti anni ha mangiato decine di metri. Un fenomeno, questo, che non ha danneggiato solo gli stabilimenti, che sono stati costretti a ridurre il numero di ombrelloni da affittare ai turisti, ma anche gli alberghi, che hanno perso grandi fette del giro di affari. La zona nord, peraltro, è stata anche colpita dai casi di inquinamento del torrente Vibrata degli ultimi anni. Quanto all’erosione, è una situazione che gli operatori della zona nord chiedono di «mantenere sotto i riflettori» mentre chiedono alla Regione una «azione risolutiva per contrastare il fenomeno».
E il momento scelto per ricordare il problema non è casuale: la Regione sta infatti valutando, proprio in queste settimane, la possibilità di realizzare nuovi pennelli verticali a Martinsicuro, contro i quali si sono già espressi duramente sia gli operatori che l’amministrazione comunale di Alba Adriatica i quali, studi tecnici alla mano, identificano proprio con le opere marine del paese limitrofo la causa dell’erosione. Ma da Alba Adriatica si lamenta anche una “differenza di trattamento”: qui, infatti, la Regione ha previsto il solito, seppur corposo, ripascimento.
Luca Tomassoni
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