I cacciatori: ok al piano della Provincia per i cinghiali
TERAMO. Arci Caccia, Enalcaccia e Urca plaudono ai risultati raggiunti dalla Provincia con il piano di contenimento dei cinghiali, aggiungendo, però, che questi sarebbero stati ancor più positivi con...
TERAMO. Arci Caccia, Enalcaccia e Urca plaudono ai risultati raggiunti dalla Provincia con il piano di contenimento dei cinghiali, aggiungendo, però, che questi sarebbero stati ancor più positivi con l'utilizzo delle battute in girata, cioè battute con meno cacciatori in aree più piccole.
«Battute che sebbene previste dal piano non sono state autorizzate dalla Provincia», fanno sapere Massimo Sordini e Giuseppe Olivieri, presidenti provinciali di Arci Caccia ed Enalcaccia insieme a Giovanni Muzii, presidente dell’associazione di protezione ambientale Urca. «Il piano avrebbe potuto dare risultati ancora migliori se fossero state autorizzate le battute in girata all’interno delle zone di ripopolamento e cattura provinciale e nelle zone a tolleranza zero per il cinghiale, cioè nelle aree dove l’emergenza cinghiale è massima», continuano i tre presidenti, aggiungendo che l’assessore regionale Dino Pepe, proprio per far fronte ai danni, ha introdotto di recente nel calendario venatorio 2015/16 anche la caccia sperimentale di selezione al cinghiali. «Abbiamo sostenuto fin dall’inizio il piano della Provincia, in particolare durante la conferenza di servizio», hanno proseguito i tre presidenti, «Non tutti ci hanno creduto, a cominciare dai due presidenti degli Atc Salinello e Vomano che invece anche sugli organi di stampa lo contestavano fortemente in quanto lo ritenevano sbagliato e per questo inefficace». Secondo Sordini, Olivieri e Muzii, l'ente è riuscito a ottenere il massimo risultato con un impegno minimo, conciliando le esigenze degli agricoltori che chiedevano interventi radicali e di una parte dei cacciatori che osteggiavano gli abbattimenti fuori dalla stagione di caccia. (c.d.g.)
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