I campioni agli studenti: non mollate mai

Settecento ragazzi delle superiori incontrano D’Ottavio, Granbassi, Samele, Oliva, Cacciatori, Sintini e Maddaloni
TERAMO. È la passione ad accomunare il mondo dello sport e quello del lavoro e per costruire il proprio futuro bisogna partire da lì, dalla passione, dalle proprie attitudini perché le competenze verranno dopo, con l'esperienza. È stato questo il messaggio lanciato dalla multinazionale Bosch agli oltre settecento studenti di quarta superiore riuniti ieri mattina al teatro comunale per incontrare i campioni dello sport: la ginnasta teatina Fabrizia D'Ottavio, i pallavolisti Maurizia Cacciatori e Jack Sintini, il pugile Patrizio Oliva, il judoka Pino Maddaloni e i campioni di fioretto e sciabola Margherita Granbassi e Luigi Samele.
I sette fuoriclasse si sono confrontati con i ragazzi in occasione di “Allenarsi per il futuro”, la manifestazione di orientamento, itinerante in tutto il Paese, organizzata dall’azienda per combattere la disoccupazione giovanile. «Un fenomeno», ha ricordato il teramano Roberto Zecchino, vicepresidente delle risorse umane per il sud Europa della Bosch, «che riguarda il 40% dei ragazzi dai 15 ai 25 anni: i “neet”, giovani che non studiano, non lavorano, non si formano e che non vanno nemmeno alla ricerca di un’occupazione».
Con carisma e umanità, gli atleti hanno riportato le proprie esperienze di sport, ma soprattutto di vita, e la platea di giovani ne è rimasta affascinata, rimanendo attenta sulle poltrone per oltre due ore. Toccante il racconto di Jack Sentini, colpito all’apice della carriera da un cancro. «Ho dovuto accettare che fossi in difficoltà, ma ho deciso di tenere duro e di appoggiarmi all’amore che provavo per la mia famiglia. Poi fortunatamente sono guarito e ho anche vinto uno scudetto. Ho capito che non si vince mai da soli, per questo ragazzi vi dico: siate umili, fatevi aiutare, non pensate che ci sia una strada unica per arrivare dove volete. E soprattutto ho capito che essere positivi e determinati non ti salva dalle difficoltà, ma voi tenete duro e andate avanti».
E sull'importanza della determinazione hanno puntato anche Granbassi e Samele che hanno ammesso di aver dovuto lavorare molto su loro stessi nel corso della carriera professionale. «Mi sentivo inadeguata, mai all’altezza. La mia autostima era sottozero, pur sapendo che avevo talento, ma ce l'ho fatta. Per questo vi dico non mollate mai neanche di fronte alle montagne» ha raccontato Granbassi. Le ha fatto eco Samele: «Io non pensavo di essere nato per fare scherma, ho iniziato per caso, perché c’era mio fratello maggiore che la faceva. Non ero forte all’inizio, mi sembrava di non avere talento, invece... Ecco, quello che posso dirvi è credeteci, perché tutto è possibile».. La mattinata è andata avanti tra le domande degli studenti, un piccolo quiz con in palio dei gadget e il selfie finale con lo slogan urlato da tutta la platea «Andiamo a vincere», alla maniera di tanti incontri motivazionali americani. Tra il pubblico erano presenti anche il sindaco di Teramo Maurizio Brucchi e il vicepresidente del Consiglio regionale Paolo Gatti, firmatario del protocollo d’intesa siglato anni fa tra la Bosch e l’assessorato al lavoro dalla Regione Abruzzo, che ha commentato così la mattinata: «È stata un’esperienza importante che i ragazzi di certo si porteranno dietro. Gli studenti hanno avuto la possibilità di conoscere atleti che hanno raggiunto grandi risultati, ma per far questo hanno dovuto lottare, fare sacrifici, cadere e rialzarsi».
Emanuela Michini
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