I cani randagi pesano sui conti Pronta la scure del commissario

12 Febbraio 2018

Il canile di Carapollo è troppo piccolo e il Comune è costretto a ricoverare gli animali a Castellalto Il costo annuale è di circa 250mila euro, spesa che potrebbe ridursi nel prossimo bilancio

TERAMO. Il canile di contrada Carapollo è troppo piccolo e il Comune di Teramo deve pagare quello di Castellalto per ospitare i randagi catturati sul proprio territorio. Solo per il trimestre da ottobre a dicembre del 2017 l’ente è stato costretto a sborsare più di 60mila euro per il ricovero dei cani senza padrone nella struttura geograficamente più vicina e che ha spazi liberi.
Moltiplicato per tutto l’anno, l’esborso totale si avvicina a 250mila euro: una cifra che rappresenta un salasso per le casse comunali in costante deficit per mancanza di liquidità e che, nella definizione del prossimo bilancio di previsione, potrebbe finire sotto la stretta alle spese imposta dal commissario straordinario del Comune Luigi Pizzi.
La cattura e la custodia degli animali vaganti è di fatto un obbligo a carico del sindaco, nelle vesti di principale autorità sanitaria del territorio, e dell’amministrazione, rappresentati ora dal commissario. L’esborso per mandare in trasferta i randagi tolti dalle strade teramane, dunque, non può essere azzerata con un colpo di penna, ma resta il problema del peso economico dell’operazione in rapporto alle effettive capacità di spesa dell’ente. Il riequibrio dei conti resta uno degli obiettivi primari della gestione commissariale.
Pizzi, anche per via del richiamo fatto nei mesi scorsi dalla Corte dei conti all’amministrazione decaduta sull’eccessivo ricorso alla cosiddetta anticipazione di cassa, da cui deriva una preoccupante esposizione dell’ente nei confronti delle banche che in pratica gli forniscono liquidità in base a futuri introiti derivanti dalla fiscalità locale, ha tirato i cordoni della borsa. Il giro di vite sulle spese sostenute dal Comune ha già colpito gli impianti sportivi, per i quali il commissario ha previsto l’azzeramento o comunque la netta decurtazione dei contributi versati in precedenza dall’amministrazione, e proprio in vista del varo del bilancio previsionale potrebbe colpire anche altri servizi. Non è escluso, insomma, che Pizzi voglia rimettere mano anche alla convenzione per il trasferimento a Castellalto dei cani randagi che non trovano spazio a Carapollo.
Quest’ultima struttura tra l’altro è in attesa del via libera da parte della Asl al progetto che ne raddoppierebbe la capienza, portando a 200 il numero di posti disponibili. L’avvio dell’operazione, che eliminerebbe la necessità di rivolgersi altrove per dare accoglienza ai randagi catturati sul territorio comunale, risale a diversi anni fa quand’era assessore Rudy Di Stefano. Finora, però, non ha trovato uno sbocco concreto e così il Comune deve continuare a pagare circa 20mila euro al mese per portare i randagi a Castellalto.
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