I centristi pronti a sfiduciare Brucchi

Di Giovangiacomo: «Tutto pur di uscire da questo stallo». Fdi-An: «Noi non firmiamo insieme al Pd»
TERAMO . L'ipotesi di sfiduciare il sindaco Maurizio Brucchi alimenta il dibattito politico anche tra ex alleati di maggioranza in Comune, Dopo il botta e risposta tra l'opposizione e il leader di "Futuro in" Paolo Gatti su improbabili trasversalismi che metterebbero il primo cittadino con le spalle al muro, costringendolo a lasciare anzitempo il suo ufficio, sulla questione prendono posizione anche le forze che da tempo hanno abbandonato la coalizione uscita vincente dalle elezioni del 2014.
Per il portavoce ed ex assessore di "Al centro per Teramo" Giorgio Di Giovangiacomo non è più una questione di persone o di schieramento ma di salvaguardia degli interessi della città. «Siamo disposti a tutto pur di uscire da questa empasse politica e amministrativa», afferma, «non ci sono più i presupposti per andare avanti e bisogna prenderne atto con senso di responsabilità». Il rappresentante della lista civica che fa capo a Mauro Di Dalmazio, insomma, firmerebbe per la sfiducia se questo servisse a «togliere il tappo» che blocca l'attività del Comune. «Da due anni non si approva in consiglio un provvedimento importante», fa notare l'ex assessore, «non ha senso aggrapparsi a posizioni sterili: bisogna capirlo, se si vuole bene alla città». Potrebbe essere la stessa lista civica a rilanciare la mozione di sfiducia al sindaco. «Non è un fatto personale, le responsabilità sono di tutti e in parte anche nostre», sottolinea, «ma noi abbiamo rinunciato ai posti di potere perché le ambizioni dei singoli non si possono anteporre agli interessi generali». L'alternativa, conclude Di Giovangiacomo, è che il sindaco «rimetta insieme i cocci della sua maggioranza ed esca comunque da questo stallo».
Giandonato Morra conferma per Fratelli d'Italia-Alleanza nazionale un'opposizione «da destra» all'amministrazione cittadina. «Non potremmo mai firmare una mozione di sfiducia che provenga dal centrosinistra», chiarisce, «perché non c'entriamo nulla con loro». Il coordinatore regionale del partito, insomma, marca la distanza dal Pd ma ribadisce la posizione critica nei confronti dell'amministrazione e degli ex alleati. «La sottovalutazione della problematica politica posta dall'uscita di Fratelli d'Italia-Alleanza nazionale dalla coalizione», fa notare, «negli ultimi giorni è venuta fuori in tutta la sua gravità». Per Morra «gli altri (ex alleati, ndr) sono stati per lo meno distratti perché i numeri cambiano: oggi fai da solo, ma domani dovrai fare la somma».
Gennaro Della Monica
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