I commercianti alzano subito le barricate
«Non c’è un solo motivo per attuare questo piano, molti per non farlo». Contrario anche Antelli
GIULIANOVA. L’associazione dei commercianti G 365 critica apertamente la proposta per la sistemazione pedonale e la riqualificazione del centro cittadino.
«Nessuno dei relatori», si legge in una nota del sodalizio, «ha spiegato quali siano le necessità di pedonalizzare buona parte del Lido. Nessuno ha mai fatto studi sul traffico, sullo smog e l’impatto che la pedonalizzazione avrebbe sui servizi e sul commercio. A Giulianova esiste il problema inverso, semmai, perché gli spazi ci sono ma mancano i pedoni. Si è parlato di milioni di euro per la realizzazione del piano ma nelle iniziative utili ad attrarre i turisti non si investe neanche un euro. Il decoro è vitale per una cittadina, ma non si fa con strade desolate e vuote e negozi chiusi, ne con la cartapesta per coprire vetrine vuote. Occorre invece una città ben tenuta, pulita e con bei negozi. Il fallimento delle pedonalizzazioni è un dato certo perché dove si è fatta è scesa la morte economica. G365 dice no al tentativo di spaccare cittadini e commercianti. Questa città ha tanti spazi per il passeggio e per le bici, Giulianova ha avuto visioni lungimiranti in passato che ora qualcuno senza motivo pensa di distruggere: un lungomare che è stato studiato con 6 carreggiate, spartitraffico centrale, aree pedonali da ospitare un esercito; viale Orsini che è ampio come un’autostrada.Non esiste un solo motivo per chiudere il Lido alle auto, molti per non farlo».
Pollice verso anche da parte del capogruppo in consiglio di “Giulianova rinasce” Gianluca Antelli: «Dissento dal sindaco che sostiene che da troppi anni non si è prestata attenzione al centro del lido e che urge una riqualificazione. In realtà dal 2005 al 2011 sono stati spesi centinaia di migliaia di euro dei cittadini per rifare il lato ovest del lungomare centrale, con le sue sconnesse piastrelle provenienti dall’india. Poi la piazza ex golf bar trasformata in una landa desolata con una vasca buttata in un angolo senza vetri di protezione. E poi pazza Dalmazia reinventata area spartitraffico con erba sintetica e cordolo giallo e nero degno di un kartodromo. Oggi è inutile presentarsi con progetti faraonici da quattro milioni di euro, non lo si può fare soprattutto se si pensa così di sfuggire dal dare risposte immediate. I cittadini, i turisti e i commercianti chiedono per il centro del lido interventi sugli asfalti trovando risorse che per altre zone della città si sono giustamente trovate. Il miglioramento dell’illuminazione del lungomare che poco invoglia al passeggio, e poi la cura del verde e la pulizia, lo sviluppo del porto con servizi e punti di informazione turistica, fino a servizi di ordine pubblico. La verità», conclude il consigliere di centrodestra, «è che il Lido è stato ritenuto da anni l’ultima ruota del carro, quando dovrebbe essere il primo pensiero per gli amministratori di una località turistica».
Mirella Lelli
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