I Comuni non pagano l’Ambito sociale In 26 senza stipendio

24 Gennaio 2016

Sono le lavoratrici della coop L’Agorà, non prendono soldi da settembre. La Cgil: subito soluzioni o scatta la protesta

GIULIANOVA. Sono senza stipendio da quattro mesi le 26 dipendenti della cooperativa L’Agorà d’Italia, che svolge servizi domiciliari ad anziani e diversamente abili per conto dell’Ambito sociale Tordino. A denunciare la vicenda è Amedeo Marcattili, segretario provinciale della Cgil Fp, che preannuncia anche un blocco totale del servizio in caso di mancata sblocco della situazione.

«Le lavoratrici», spiega Marcattili, «non hanno percepito gli stipendi di ottobre, novembre e dicembre 2015 e ogni mese sono costrette ad anticipare i costi del carburante, costi che non vengono riconosciuti dalla cooperativa». Le dipendenti, infatti, devono muoversi tra Giulianova, Bellante e Mosciano, comuni consorziati nell’Ambito sociale Tordino. La cooperativa giustifica la situazione dicendo che è l’Ambito in ritardo con i pagamenti, un arretrato che sarebbe di 10 mensilità. «Non sta a noi occuparci di questo», sentenzia Marcattili, «visto che i rapporti tra la cooperativa e l’ente d’Ambito nulla hanno a che fare con gli stipendi degli operatori che, nonostante le forti difficoltà, vanno responsabilmente ogni giorno a fare il loro dovere, prendendosi cura dei più deboli. E’ la solita storia: la cooperativa non paga perché l’Ambito sociale non paga, l’Ambito non paga perché i Comuni non pagano, i Comuni non pagano perché la Regione e il governo centrale non pagano. In tutta questa trafila le uniche che ci rimettono sono le lavoratrici e stiamo parlando di stipendi che non superano 500/600 euro al mese».

Il segretario ricorda che il sindacato ha scritto, lo scorso 30 novembre, sia alla cooperativa che ai sindaci senza però ricevere risposta. I primi giorni di dicembre, invece, c’è stato in incontro con un rappresentante della cooperativa, il quale aveva assicurato soluzioni entro 10 giorni. Anche qui, nulla di fatto. «Diciamo basta», conclude Marcattili, «non è più possibile continuare con questo stato di cose. Se la situazione non si normalizza entro fine mese, indiremo lo stato di agitazione dei dipendenti, chiederemo al prefetto di aprire un tavolo di confronto con tutte le parti in causa, intraprendendo ogni azione che riterremo opportuna per la difesa dei diritti delle lavoratrici fino al blocco totale del servizio».

Margherita Totaro

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