I consiglieri Pd: il piano sanitario va bene

9 Luglio 2016

Mariani: «È un primo passo, poi guarderemo all’ospedale unico. In arrivo i soldi per 75 assunzioni»

TERAMO. I teramani del Pd in Regione fanno quadrato intorno al piano sanitario. Le misure per il riassetto dei servizi sul territorio provinciale saranno illustrate sabato 16 a Teramo dall'assessore Silvio Paolucci, ma nel frattempo i tre rappresentanti del territorio eletti nel 2014 all'Emiciclo respingono le accuse di "macelleria sociale" partite dal centrodestra. Premette il capogruppo Sandro Mariani: «Non riusciamo più a sostenere una rete ospedaliera come quella attuale». Nel piano restano i quattro presidi esistenti, con Teramo destinata a perdere l'unità operativa complessa di Neurochirurgia nonostante di un lieve aumento dei posti letto, e viene rafforzata la rete dell'emergenza. Quest'assetto ha suscitato le perplessità del presidente della Provincia Renzo Di Sabatino, anche lui del Pd. Mariani, però, precisa che si tratta di «un primo passo». Secondo lui il mantenimento della rete emergenziale produce «un effetto placebo» che rende necessarie ulteriori scelte. «Guardiamo all'ospedale unico», precisa, «ma ci poniamo anche interrogativi, ad esempio su quanto tempo ci vorrà per realizzarlo». Il problema più impellente è però la carenza di personale. «Teramo avrà una dotazione economica importante». annuncia Mariani, «con cui potrà fare subito 75 assunzioni». La Asl, però, deve accelerare le procedure dei concorsi. «Crei una task force che si dedichi solo a questo», afferma il capogruppo del Pd, «e dia risposte in tempi rapidi». Per l'estate ormai iniziata, comunque, gli accorpamenti resteranno inevitabili.

«Va bene mantenere gli ospedali di base», sottolinea l'altro consigliere Luciano Monticelli, «ma senza personale non andiamo oltre le criticità». Lo smantellamento del punto nascita ad Atri per lui resta un elemento negativo, ma la riorganizzazione dei servizi è comunque soddisfacente per il territorio provinciale. L'assessore Dino Pepe definisce «apprezzabile» il lavoro del suo collega di giunta. «Condividiamo le scelte», sottolinea, «abbiamo vinto la battaglia contro la Asl unica regionale, ma dobbiamo collaborare con la provincia aquilana per trovare insieme risposte importanti». La provincia di Teramo, secondo lui, paga la virtuosità del passato quando ha contenuto la spesa rispetto agli altri territori e ora si ritrova con conseguenze pesanti per i tagli imposti. «Non è vero però che la nostra posizione è debole a livello regionale», osserva, «chi ci ha preceduto con il presidente e quattro assessori teramani avrebbe potuto fare molto di più, oltre al risanamento dei conti di cui gli va dato atto». Alla riorganizzazione dei servizi va aggiunto anche un cambio di atteggiamento. «In alcuni reparti servono più umanità e attenzione, altrimenti tutte le strumentazioni e il personale possibili non risolvono i problemi», conclude Mariani, «anche su questo avvieremo verifiche concrete». (g.d.m.)

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