I docenti dell’Alessandrini «Non smembrate la scuola»

Il piano di dimensionamento scolastico, oggi all’esame del consiglio provinciale, prevede di staccare l’istituto per geometri Forti e accorparlo al Pascal-Comi
TERAMO. Non ci sono solo le proteste e i mal di pancia del mondo politico per il piano di dimensionamento scolastico che oggi, salvo ulteriori e non del tutto improbabili rinvii, dovrebbe essere approvato dal consiglio provinciale. Ad esprimere forti preoccupazioni per il piano sono anche i docenti dell’Istituto di istruzione superiore “Alessandrini-Marino-Forti”, la più grande scuola teramana che raggruppa l’istituto tecnico (Alessandrini), l’istituto professionale per l’industria e l’artigianato (Marino) e i geometri (Forti). Il piano di dimensionamento scolastico, così come indicato dalla commissione della Provincia, prevede, tra le altre cose, l’accorpamento del Forti con l’istituto Pascal-Comi, che è una delle scuole a rischio perché non ha un numero sufficiente di studenti.
I docenti dell’Alessandrini-Marino-Forti contestano questo smembramento della loro scuola, che, scrivono in una nota, non tiene conto degli «indirizzi di programmazione pluriennale che hanno portato, nel corso degli anni e delle riforme nazionali, alla creazione di un’identità rafforzata da leggi e provvedimenti sull'autonomia. La scelta della commissione di non prestare attenzione a ciò che è stato realizzato nel corso di generazioni scolastiche e, allo stesso tempo, di dare seguito ad un’azione percepita da chi vive la scuola come un assestamento tecnico, rende ancor più incomprensibile la coesistenza del provvedimento con la predisposizione in atto del piano triennale dell'offerta formativa», previsto dalla legge sulla buona scuola.
Come si fa, dicono in sostanza i docenti, a proporre un’ offerta formativa credibile agli studenti se vi è incertezza sugli indirizzi che la scuola può offrire, se no si sa se l’istituto ha anche un corso per geometri oppure no. «L’ipotesi di dimensionamento», si legge ancora nel documento dei docenti, «viene fuori, in modo più o meno ufficiale, durante la seduta del consiglio provinciale del 21 dicembre 2015, rinviata poi per un approfondimento. Questi non sono i tempi della scuola!».
L’attuale organizzazione dell’istituto è il prodotto di una serie di accorpamenti effettuati negli ultimi anni seguendo un piano coerente e mirato alla creazione di un polo tecnologico di primaria importanza, un disegno di cui adesso i docenti chiedono il rispetto. «La comunità scolastica dell’istituto», conclude la nota, «chiede di conoscere gli approfondimenti che hanno sviluppato tale piano, auspicando che lo stato di cose denunciate rimanga un’ipotesi, e chiedendo altresì l’avvio di una consultazione vera, qualificata e coerente con le azioni intraprese nel tempo e con la realtà che l’Istituto “Alessandrini Marino Forti” rappresenta». (e.a.)
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