I due abruzzesi in India: tempi lunghi per il rientro

Dopo la liberazione i ragazzi di Spoltore e Tortoreto sono in un hotel di Mumbai I loro telefoni cellulari restano ancora sotto sequestro, incontro con il console
TERAMO. Tempi lunghi per il rientro in Italia dopo la liberazione. È questa certezza a scandire il dopo scarcerazione dei due giovani abruzzesi e dei loro due amici marchigiani fermati in India nei primi giorni di ottobre con l’accusa di aver imbrattato dei treni con dei graffiti.
Il 21enne Daniele Starinieri di Spoltore, il 24enne Gianluca Cudini di Tortoreto, il 29enne Baldo Sacha di Monte San Vito in provincia di Ancona e il 27enne Paolo Capecci di Grottammare, nell’Ascolano, da mercoledì sono in un hotel di Mumbai. I loro telefoni cellulari restano sotto sequestro e per il per il momento i tempi del rientro non sono stati ancora stabiliti. È ipotizzabile che i quattro non rientrini in Italia prima del mese di novembre per consentire il disbrigo di tutte le procedure necessarie. Dice a questo proposito l’avvocato Vito Morena, il legale che insieme alla collega Francesca Di Matteo ha assistito i familiari dei ragazzi mantenendo i contatti con i funzionari del consolato e il difensore indiano: «L’auspicio è che tutti si perfezioni nel mese di ottobre per consentire il rientro in Italia entro questa data, ma al momento è ancora tutto da stabilire. La cosa importante è che i ragazzi sono liberi. Sulle altre procedure stiamo procedendo in piena sinergia con i funzionari del consolato e nel pieno rispetto di tutte le regole previste».
È ipotizzabile che successivamente i giovani dovranno rientrare in India per il processo in cui sono imputati per violazione di domicilio e danneggiamento. La liberazione è arrivata dopo i provvedimenti con cui nei giorni scorsi i due giudici di Mumbai e Ahmedabad, le località in cui secondo l’autorità indiana sono stati commessi i reati, hanno accolto l’istanza di libertà su cauzione. Dopo l’udienza di sabato a Mumbai con il pagamento di circa 40mila rupie indiane, circa 600 euro, lunedì c’è stata la seconda udienza ad Ahmedabad dove i quattro sono accusati oltre che di violazione di domicilio per essere entrati in un’area riservata ai treni anche di danneggiamento per aver fatto i graffiti sui treni.
In questi giorni di fermo i ragazzi sono sempre stati assistiti dai funzionari del consolato italiano e tramite loro hanno potuto mettersi in contatto con i familiari in Italia. I giovani sono accusati di aver imbrattato, nei primi giorni di ottobre, due convogli della nuova metropolitana della città indiana poco prima dell’inaugurazione da parte del primo ministro indiano Narendra Modi: i quattro sarebbero stati ripresi dalle telecamere mentre entravano nel deposito dei mezzi per scrivere la parola “Tas” su alcuni convogli. Una scritta che, inizialmente, ha portato anche all’intervento del reparto antiterrorismo della polizia indiana (ipotesi che non è stata assolutamente contestata a nessuno dei quattro italiani). I ragazzi hanno subito spiegato alla polizia che il significato di “Tas” è “Tagliatelle alla salsa”, nome della crew, cioè il gruppo di appartenenza dei writers.
Ieri, intanto, i ragazzi hanno incontrato il console italiano a Mumbai.(d.p.)
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