I farmacisti nella rete anti-violenza

Presentato in Provincia un accordo unico in Abruzzo: hanno aderito 63 farmacie su 73, aiuteranno le donne vittime di abusi
TERAMO. Il duomo di Teramo sarà illuminato di rosso nella notte fra il domani e domenica, un’immagine forte per richiamare l’attenzione di tutti su un fenomeno tragico che negli ultimi mesi ci ha restituito storie e immagini di orrore: tante le donne che continuano ad essere uccise, la maggior parte da familiari, fidanzati, mariti. La Commissione pari opportunità e la Provincia – titolare del servizio antiviolenza La Fenice e della casa di accoglienza Casa Maia, uniche strutture abruzzesi ad essere gestite direttamente da un ente pubblico – hanno previsto una serie di azioni per rafforzare la funzionalità dei servizi, avvicinare le donne maltrattate (che spesso non denunciano per il timore di non essere protette) e per sensibilizzare l’opinione pubblica.
La Cpo provinciale ha stretto un accordo con l’Ordine dei farmacisti e con Federfarma per far diventare le farmacie un presidio territoriale di prima assistenza e orientamento con la distribuzione dei materiali riguardanti La Fenice e Casa Maia. «La farmacia, senza dubbio, costituisce un primo sportello di aiuto: qui si recano le donne per chiedere medicinali di cura dopo una violenza, quando non sanno cosa fare e non sanno da chi e come farsi aiutare. Casi delicati sui quali è difficile intervenire senza una adeguata preparazione ed anche per questo in collaborazione con le esperte del Centro antiviolenza abbiamo svolto una giornata di formazione cui i farmacisti hanno partecipato con vero entusiasmo. Grazie a questa iniziativa possono offrire supporto e orientamento primario», ha spiegato ieri Tania Bonnici Castelli, presidente della Cpo durante la presentazione che ha visto la partecipazione del prefetto di Teramo, Graziella Patrizi, del presidente della Provincia Diego Di Bonaventura, dei presidenti di Federfarma e dell’Ordine dei farmacisti, Carlo Zuccarini e Silvio Di Giuseppe, delle componenti della Cpo, della ex consigliera provinciale Federica Vasanella che aveva dato avvio al progetto nella passata consigliatura, della consigliera Ambra Foracappa.
È la prima “rete” abruzzese di questo genere, come ha sottolineato Bonnici Castelli, un risultato valorizzato dalle parole di Di Bonaventura: «Le buone idee vanno sviluppate e io ribadisco il mio impegno nel portare avanti quest’attività nata con il mio predecessore e grazie al sostegno della ex consigliera Vasanella. Il farmacista è come il prete, le donne si confidano e cercano consiglio, sono certo che quest’iniziativa contribuirà a far emergere casi delicati oggi sommersi e a contrastare il fenomeno».
Il prefetto Patrizi ha annunciato che il 28 novembre presenterà le linee guida della rete provinciale anti-violenza, ed è una delle prime prefetture italiane a raggiungere questo obiettivo: «Abbiamo capito quanto è fondamentale la rete e che questa rete parli lo stesso linguaggio e abbia un univoco codice operativo: oggi alla rete istituzionale si aggiunge un soggetto, quello delle farmacie, che proprio per il suo radicamento nella società e nel territorio sarà di grande supporto». Sono 63 (su 73) le farmacie che hanno aderito fino ad oggi: «Copriamo tutto il territorio e sono certo che arriveremo alla totalità dei presidi», ha dichiarato Carlo Zuccarini di Federfarma.
Infine, il 25 novembre il corto realizzato dal regista Marco Cassini grazie al finanziamento della Fondazione Tercas, “Un posto sicuro”, sarà trasmesso nelle sale cinematografiche di Teramo e Colonnella mentre una versione short sarà oggetto di una campagna social su Fb, Instagram e twitter e di un mese di programmazione nelle sale cinematografiche.

