I figli della donna morta in ospedale: «Nessuna persecuzione, vogliamo capire»
«La presentazione della denuncia all’autorità giudiziaria è dipesa esclusivamente dalla volontà di capire le cause della morte che ci appare a tutt’oggi incomprensibile»: così spiegano i figli di...
«La presentazione della denuncia all’autorità giudiziaria è dipesa esclusivamente dalla volontà di capire le cause della morte che ci appare a tutt’oggi incomprensibile»: così spiegano i figli di Eugenia Alvaro, la donna di 78 anni deceduta nel reparto di medicina all’ospedale di Giulianova dopo essere stata sottoposta ad un intervento per una occlusione intestinale nel reparto di chirurgia e sul cui caso la procura ha aperto un’inchiesta iscrivendo sette medici nel registro degli indagati. Ieri pomeriggio è stata eseguita l’autopsia su disposizione del pm Luca Sciarretta. Scrivono in una nota i figli Almo, Stefano e Luca Pennesi: «Una morte che ci appare a tutt’oggi incomprensibile, considerando che nelle ore immediatamente precedenti al decesso, il reparto di chirurgia aveva esplicitamente e ripetutamente dichiarato l’intenzione di dimettere nostra madre. Più volte i medici di chirurgia a fronte delle nostre comunicazioni con cui li avvisavamo che non si alimentava ci avevano detto che era invece una situazione normale e assolutamente sotto controllo, nostra madre secondo loro avrebbe ripreso a mangiare a casa». E aggiungono: «Non esiste nelle nostre azioni alcuna intenzione persecutoria verso alcuno ma esclusivamente il desiderio di ricostruire gli esatti termini della vicenda e capire i perchè di una morte che appare assurda. Cogliamo, infine, l’occasione per ringraziare la dottoressa Franchi e il dottor Narcisi del reparto di medicina che si sono spesi in maniera encomiabile nelle cure di nostra madre durante la sua purtroppo breve degenza nel loro reparto»

