I fisioterapisti: «Perché la Asl ci ha tolto l’appalto?»

TERAMO. «Sdegno e sbigottimento». E’ quanto manifesta l’Associazione italiana fisioterapisti per la decisione della Asl di prolungare fino al 31 dicembre l’affidamento dell’Adi, l’assistenza...
TERAMO. «Sdegno e sbigottimento». E’ quanto manifesta l’Associazione italiana fisioterapisti per la decisione della Asl di prolungare fino al 31 dicembre l’affidamento dell’Adi, l’assistenza domiciliare integrata, alla cooperativa KCS per un costo aggiuntivo di 91mila euro. Il servizio infatti, dopo la relativa gara d’appalto, era stato precedentemente assegnato in via provvisoria a un raggruppamento temporaneo di liberi professionisti del settore che avrebbe garantito le prestazioni per un anno al prezzo di 135mila euro. «L’offerta così vantaggiosa ha fatto sì che la Asl chiedesse giustamente spiegazioni ai proponenti», spiega Ginesio Picchini, segretario regionale dell’associazione, «i quali le hanno prontamente fornite chiarendo che il servizio sarebbe stato assicurato da fisioterapisti liberi professionisti strategicamente impiegati sul territorio al fine di ridurre al minimo le spese». Nonostante questo, però, l’affidamento dell’incarico non è diventato definitivo ma, al contrario, è stato riassegnato temporaneamente al precedente gestore. «A tal proposito», prosegue Picchini, «stupisce il fatto che la Asl abbia prima permesso la partecipazione al bando del raggruppamento temporaneo di fisioterapisti, verificandone scrupolosamente se ne aveva titolarità, per poi rinviarne l’aggiudicazione dell’appalto, in nome di presunte problematiche, e affidando a un avvocato il compito di esprimere un parere pro veritate, contravvenendo a quanto da lei stessa indicato nel disciplinare di gara».
Picchini definisce patetica la presa di posizione del sindacato che, sulla vicenda, ha evidenziato la violazione delle norme sugli appalti e la mancata applicazione del contratto collettivo. Per il segretario dell’associazione dei fisioterapisti, infatti, la normativa «permette la partecipazione ai bandi di gara delle ditte individuali raggruppate temporaneamente». Per questo, dunque, le disposizioni richiamate dal sindacato non si applicano «a queste forme di raggruppamento dove non compaiono dipendenti». L’associazione dei fisioterapisti annuncia che farà tutto quanto le compete per sostenere «non solo i diritti dei colleghi danneggiati dalla delibera della Asl ma, più in generale, cercherà di far capire a tutta la classe politica di questa regione che è ora di finirla con stucchevoli speculazioni private sull’assistenza domiciliare e conseguente sfruttamento del personale sanitario ivi impegnato: personale che, invece, va coinvolto direttamente, valorizzandone sempre più ruoli e competenze, con buona pace del sindacato che, una volta tanto, non dovrà preoccuparsi di cose che non gli competono». (g.d.m.)
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