I genitori: «Allargate il perimetro delle ricerche»

1 Dicembre 2015

ROSETO. Il terreno che circonda la scuola elementare Maria Schiazza di via Veronese è ancora ridotto a un acquitrino. Una situazione che persiste nonostante non piova più e da giorni splenda il sole....

ROSETO. Il terreno che circonda la scuola elementare Maria Schiazza di via Veronese è ancora ridotto a un acquitrino. Una situazione che persiste nonostante non piova più e da giorni splenda il sole.

I genitori degli scolari che frequentano il plesso in questione ipotizzano un collegamento tra l’acqua che ristagna e i misteriosi fenomeni che riguardano la scuola, in alcune delle cui aule dallo scorso aprile si avverte una misteriosa puzza che pare abbia causato anche dei malori ad alcune persone che hanno frequentato quei locali. Un nesso avvalorato dal fatto che i problemi iniziarono, sette mesi fa, subito dopo un forte temporale con conseguente allagamento dell’area che circonda l’edificio scolastico.

«Tutto è cominciato dopo un forte temporale», ricorda infatti una mamma, «a seguito del quale il terreno che circonda la scuola è rimasto allagato per molto tempo e quell’acqua stagnante non era certo salubre». «Ho notato», svela un altro genitore, «che le olive delle piante che si trovano nello stesso lato dov’è la scuola non vengono raccolte, come invece avviene per gli ulivi situati dall’altra parte». L’edificio scolastico si trova infatti incastonato in un vasto terreno circondato da un uliveto sul cui margine scorre un piccolo torrente. Da quando il fenomeno è venuto alla luce, il Comune ha fatto quanto di propria competenza per scoprire la causa del cattivo odore che ha provocato malori tra gli scolari. L’ultima vittima della puzza è stata la dottoressa della Asl incaricata di effettuare un sopralluogo qualche settimana fa, la quale ha quindi redatto un verbale sull’accaduto.

Sia l’Arta che la Asl hanno effettuato campionamenti del terreno al di sotto del pavimento delle aule incriminate, così come di aria e liquidi con cui gli scolari siano potuti entrare in contatto, ma i risultati delle analisi hanno sempre dato esito negativo, cioè non sono state riscontrate sostanze nocive per la salute. Ma il cattivo odore sembra esserci ancora e i genitori temono per la salute dei propri figli. «Chi può garantirci che eventuali contaminazioni non possano dare effetti tra qualche anno?», chiede preoccupata la mamma di uno degli scolari, «visto che le analisi fino a oggi non hanno fatto luce sul fenomeno, i cui effetti sembrano ancora presenti, credo che sarebbe opportuno effettuare un’indagine ad ampio raggio, cioè prendendo in esame le aziende nei paraggi e anche quello che c’è nel sottosuolo, considerato che qualche anno fa ci furono trivellazioni per cercare metano». (f.ce.)

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