I genitori contro Brucchi «Dovevi tenerle chiuse»

1 Febbraio 2017

Per il comitato «riportare o no i figli in classe sarà una scelta personale» La consulta dei ragazzi del Delfico boccia l’idea di un sit-in con le famiglie

TERAMO. I genitori contestano la scelta del sindaco di riaprire le scuole classificate dalla Protezione civile con agibilità B e indirizzano al primo cittadino una lettera aperta. Il comitato delle mamme e dei padri presenti ieri pomeriggio al Parco della scienza è ancora preoccupato, la diffusione dell'elenco delle scuole con la classifica di agibilità non ha rasserenato gli animi. «Rimandare i figli a scuola sarà una scelta personale», chiarisce subito la portavoce Leda Ragas nell'aprire l'incontro. Presenti anche alcuni rappresentanti del comitato dei genitori dell'istituto Delfico che, dopo le dichiarazioni della Consulta degli studenti (che in mattinata aveva bocciato il sit-in dei genitori annunciato in piazza Dante per questa mattina) hanno deciso di ritrovarsi nuovamente in serata per decidere il da farsi. Di certo questo pomeriggio incontreranno il prefetto.

I genitori fanno il punto della situazione e annunciano le richieste che formalizzeranno al sindaco in una lettera aperta. Le famiglie chiedono trasparenza di informazioni sulle verifiche per gli indici di vulnerabilità, che la Provincia ha annunciato partiranno a febbraio. Solo 12 scuole su 32 hanno questo dato, stimato secondo vecchie norme. «Gli indici dovranno essere ricalcolati tutti da capo», spiega un genitore dal palco. E ancora l'accesso ai documenti degli istituti, la presenza della Protezione civile nelle scuole riaperte, con formazione dei docenti e ulteriori prove di evacuazione. «Abbiamo visto le precedenti simulazioni e molte sono andate male», rilevano i genitori. Domandano inoltre che non venga più prorogata la messa in opera delle scale antincendio laddove mancanti e che venga effettuato il controllo dell'impiantistica. «A prescindere dalla vulnerabilità sismica infatti, le scuole difettano di troppe norme di sicurezza», sottolineano e polemizzano con gli enti. «Perché a Teramo sulle scuole si sono fatti solo interventi di facciata, mentre a Chieti ad esempio nel frattempo hanno utilizzato i fondi per costruire sei scuole antisismiche?».

Non molla il comitato sulla richiesta dei Musp, benché consapevole che secondo la legge questi moduli siano destinati solo alle scuole classificate inagibili, e chiede al sindaco di non retrocedere dalla richiesta. «Brucchi doveva fare come il sindaco di Montorio che ha chiuso le scuole a tempo indeterminato», commenta qualcuno. «Il primo cittadino doveva fare muro insieme a noi e scendere in piazza al nostro fianco chiudendo per protesta anche gli uffici pubblici», intervengono altri.

Durante l'incontro si susseguono domande e prese di posizione. L'idea è quella di creare dei piccoli comitati per ogni istituto. L'intervento della rappresentanza dei genitori della Delfico che illustra lo stato dell'istituto, con il terzo piano inagibile dal sisma del 2009 e l'indice di vulnerabilità stabilito a 0,26, innesta a catena la domanda di alcune mamme della scuola media di San Nicolò. «E allora cosa dovremmo dire noi, l'istituto dei nostri figli ha un indice di 0,22?». Interviene anche una mamma della Lucidi, che ricorda: «Noi l'agibilità per la scuola non l'avremo mai, solo per i singoli lavori, non per l'intero edificio, quindi che tipo di sicurezza possiamo aspettarci per i nostri figli?». Qualcuno richiama alla mente l'idea del polo scolastico, ma i tempi sono stretti, l'imperativo è riaprire il prima possibile, così qualcuno riferisce alla platea dell'esistenza di due strutture antisismiche già al vaglio dell'amministrazione: la struttura "a banana" vicino al Michelangelo e i locali adiacenti allo stadio. Fra i presenti regna la consapevolezza che l'attuale edilizia scolastica non sia più adeguata al momento e al territorio. «Abbiamo bisogno di scuole che resistano in maniera seria», è la richiesta condivisa.

Emanuela Michini

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