I genitori dei disabili: «Perché non riapre il Ricciconti?»

30 Ottobre 2014

ATRI. I genitori dei disabili che utilizzavano i servizi del centro diurno di Atri si appellano al presidente della Regione Luciano D’Alfonso. In una lettera sottoscritta da Mirko Savini, presidente...

ATRI. I genitori dei disabili che utilizzavano i servizi del centro diurno di Atri si appellano al presidente della Regione Luciano D’Alfonso. In una lettera sottoscritta da Mirko Savini, presidente dell’associazione “Armonia Atri- Ricciconti”, i genitori dei ragazzi disabili chiedono spiegazioni circa i motivi della recente sospensione del servizio avvenuta nei primi giorni del settembre scorso. Nella missiva spedita ieri si legge: «Pregiatissimo presidente, le scrivo a nome dei genitori dei ragazzi del centro diurno atriano o forse sarebbe più corretto scrivere dell’ex centro diurno, così da andare subito al cuore del problema ed al motivo per cui abbiamo deciso di rivolgerci direttamente alla sua persona. Siamo abituati a lottare per difendere la già troppo fragile vita dei nostri ragazzi. Comprenderà bene quanto caparbio e viscerale sia l’amore di un genitore, soprattutto quando sa di doverlo essere per tutta l’esistenza, perché al proprio figlio la vita ha negato la possibilità dell’emancipazione».

La lettera prosegue con un breve excursus della vicenda del Ricciconti: «Nel 2001 la Fondazione “D. Ricciconti”, in virtù delle finalità statutarie, cura la propria azione sul miglioramento della vita delle persone diversamente abili promuovendo iniziative vitali per i nostri figli. Istituisce il centro diurno, successivamente realizza la fattoria sociale “Rurabilandia”, nell’ottica di “promuovere” agio piuttosto che “proteggere” il disagio. Per i nostri figli, oggi tutti adulti, si è trattato di una risorsa importante, perché la frequentazione di un centro specializzato, nelle ore pomeridiane e per tutti i giorni della settimana, è opportunità per loro di un reale percorso di integrazione. Dal primo settembre scorso tutto questo non è più possibile e, nonostante abbiamo chiesto formalmente spiegazioni all’organismo commissariale cui fa capo ora l’ex Ipab Ricciconti, ad oggi non abbiamo ricevuto risposta alcuna. Tuttora 15 persone, con le loro famiglie, non sanno perché è stato tolto loro un “tesoro”. Le chiediamo, pertanto, confidando nella sua nota sensibilità umana e cristiana di riuscire a dare una risposta ai nostri figli». Intanto il Comune di Atri, al fine di garantire il servizio precedentemente erogato dall’Ipab Ricciconti, avrebbe già approvato uno schema di convenzione con l’ente per la gestione futura del centro . L’assessore al sociale Giammarco Marcone sulla questione afferma: «E’ tutto pronto per l’avvio di un nuovo servizio che sarà il Comune stesso ad erogare per quanto riguarda la gestione operativa. Ci risulta che la precedente cooperariva non abbia ancora restituito la struttura all’Ipab Ricciconti, sebbene già sollecitata, attenderemo che ciò avvenga per far partire di nuovo il servizio».

Domenico Forcella

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