I genitori della Lucidi «Vere risposte finora non sono arrivate»

Grazie alla loro opposizione proseguirà l’inchiesta sui lavori di adeguamento sismico. «Vogliamo solo chiarezza»
TERAMO. «Noi vogliamo solo chiarezza», dicono le mamme e i papà teramani che con la loro opposizione non hanno fatto archiviare l’inchiesta sui lavori alla scuola Lucidi. E’ la tenacia di chi, da genitore, vuole capire dove finisce la sicurezza e iniziano vuote parole sull’adeguamento sismico delle scuole negli anni dei terremoti con cui imparare a convivere. «Nel tempo abbiamo fatto domande sul tipo dei lavori fatti», spiegano, «ma risposte precise non ne sono mai arrivate».
Da qui l’esposto presentato in Procura a fine 2016 per chiedere chiarezza sui lavori eseguiti per l’adeguamento sismico. Il gip Domenico Canosa ha accolto l’opposizione fatta alla richiesta d’archiviazione della Procura dal gruppo di genitori rappresentati dall’avvocato Monia Terzilli. Ed è con una dettagliata richiesta di consulenza che il giudice ha chiesto al pm nuove indagini. In particolare, ha scritto nell’ordinanza, «una consulenza tecnica atta ad acclarare in che cosa si siano concretizzati i lavori di adeguamento e/o miglioramento sismico espletati presso l’istituto Noè Lucidi successivamente al sisma dell’anno 2009 e prima delle scosse dell’agosto e dell’ottobre 2016, nonchè la legittimità o meno dei procedimenti amministrativi inerenti e la loro conformità alle eventuali prescrizioni della Protezione civile». E non solo. Il giudice, infatti, ha chiesto che la consulenza faccia chiarezza anche su un particolare episodio segnalato all’epoca dai genitori: ovvero le lesioni sul pavimento e sul solaio.(d.p.)
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