I genitori: «Le scuole di Atri non sono a prova di sisma»
ATRI. Il comitato dei genitori Scuola Atri attacca il Comune sul tema sicurezza nelle scuole. In un documento la portavoce Debora Camplese dice: «La scuola non è una roulette russa, gli edifici...
ATRI. Il comitato dei genitori Scuola Atri attacca il Comune sul tema sicurezza nelle scuole. In un documento la portavoce Debora Camplese dice: «La scuola non è una roulette russa, gli edifici scolastici che ospitano la scuola materna ed elementare in via Umberto I e la scuola media “Mambelli-Barnabei” in via Finocchi hanno coefficienti di vulnerabilità sismica molto prossimi allo zero. E’ evidente che le strutture esistenti stando all’analisi dei dati, acquisiti da noi tramite accesso agli atti ed analizzati da ben tre ingegneri ed un avvocato, presentano un livello di inadeguatezza che imporrebbe il tempestivo intervento dell’amministrazione comunale volto alla tutela della sicurezza dei bambini. Per quanto concerne l’edificio scolastico che ospita la scuola dell’infanzia e la scuola elementare di via Umberto I, pare si sia prossimi all’avvio dei tanto attesi lavori di messa in sicurezza e adeguamento alle norme antisismiche. Da documenti relativi alla progettazione di detti lavori l’edificio risulta avere un coefficiente di sicurezza molto al di sotto del valore di adeguamento antisismico pari ad 1. Considerato ciò sarebbe auspicabile un rapido avvio dei lavori, già progettati e finanziati e slittati, per ragioni non chiare, fino ad oggi». Il comitato dei genitori aggiunge: «Non ci si riesce a spiegare con quale logica si vorrebbe un cantiere aperto, che opera su una struttura con vulnerabilità sismica vicina allo zero, mentre i bambini si trovano all’interno della stessa, stipati in numero di oltre quattrocento, in una sola ala dell’edificio, con tutte le difficoltà che potrebbero verificarsi in caso di necessità di evacuazione dell’edificio, tra l’altro sprovvisto di scala antincendio esterna. A ciò si aggiunga che stiamo parlando di un edificio scolastico che ha una parete della scuola dell’infanzia confinante con le macerie dovute al crollo del tetto della palestra avvenuto nel 2012, lasciate completamente all’abbandono, ormai diventate esempio di degrado e ricettacolo di ogni sorta di lordura, soffitti senza intonaco, termosifoni in ghisa a taglio vivo, cartelli dietro le finestre con la scritta “Divieto di affaccio” per caduta calcinacci». I genitori chiedono risposte concrete: «In questo clima di incertezza trova posto anche la scuola media “Mambelli Bernabei”. Purtroppo i bambini sono a tutt’oggi quotidianamente non in condizione di sicurezza».
Domenico Forcella
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