I genitori: «Non è vero che è tutto a posto»

3 Settembre 2017

La rappresentante dei comitati ritiene una presa in giro la decisione del sindaco  di riaprire tutti gli edifici scolastici tranne uno: «Non c’è un criterio chiaro»

TERAMO. «Arrabbiati e delusi». I genitori dei comitati che si battono per la sicurezza delle scuole non ci stanno a prendere per buona la versione del Comune secondo cui «è tutto a posto». L'annuncio della riapertura dall'11 settembre di tutte le strutture scolastiche, comprese quelle rivelatesi più fragili, con l'unica eccezione di Fornaci Cona, per loro è tutt'altro che confortante. Anzi, la definiscono una «presa in giro» resa ancora più amara dall'intenzione manifestata dal sindaco Maurizio Brucchi di condividere le scelte con i genitori. «In realtà è già tutto deciso», attacca Leda Ragas, portavoce dei comitati, «forse si vuole condividere con noi la disposizione degli alunni nelle classi». Ironia a parte, i comitati dei genitori ritengono incongrue le decisioni annunciate dal primo cittadino. «Sarà riaperta la San Giorgio, che a detta dei tecnici dovrebbe essere abbattuta e ricostruita», fa notare Ragas, «e rimarrà chiusa solo la Fornaci Cona: non c'è un criterio chiaro». Ad alimentare perplessità e conseguenti malumori è anche la scelta di non riaprire l'ultimo piano della scuola San Berardo. «ll problema potrebbe essere la mancanza della scala antincendio», osserva la rappresentante dei comitati, «ma allora la De Jacobis da questo punto di vista sta messa molto peggio e non c'è alcun provvedimento».
I conti, insomma, non tornano anche perché la trasparenza evocata dal sindaco è sempre più appannata. «Dal sito internet del Comune sono sparite le schede con le verifiche di secondo livello e non sono state pubblicate quelle relative agli approfondimenti», osserva Ragas, «che invece dovrebbero esserci proprio per fare chiarezza sull'esito degli ulteriori controlli». I comitati non resteranno a guardare. Dopo la manifestazione di dieci giorni fa, continueranno la mobilitazione per pretendere scuole sicure. L'argomento sarà trattato con ingegneri, geometri e altri tecnici nel convegno programmato per il 19 settembre, ma i genitori auspicano che nel frattempo l'amministrazione corregga la rotta. «Non siamo in guerra con nessuno», specifica la portavoce, «vorremmo che aderissero tutti a una grande manifestazione e avere così un peso importante per il bene della città». I comitati valuteranno anche eventuali azioni legali, ma bisogna anche superare i depistaggi che dividono i genitori. «Si rimescolano le acque e molti pensano che non ci siano pericoli nelle scuole», conclude Ragas, «ma stiamo cercando di far capire che non siamo pazzi o interessati a incarichi politici». (g.d.m.)
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