I lavoratori di Pegaso da otto mesi sono senza stipendio

22 Luglio 2014

Bisenti, dramma per 60 dipendenti della cooperativa che gestisce i servizi sociali per l’Unione dei Comuni Val Fino

BISENTI. «Sono otto le mensilità non percepite e 60 famiglie continuano a vivere nell'indifferenza. Noi lavoratori siamo stufi delle continue promesse di questi politicanti locali». Parole dure, piene d’indignazione e nervosismo quelle scritte dai lavoratori del Consorzio Pegaso, che ha sede a Bisenti e che per l'Unione dei Comuni si occupa di servizi sociali in 11 centri della provincia di Teramo.

Persone che chiedono di vedere rispettato il loro diritto allo stipendio e la loro dignità calpestata da un rimpallo di responsabilità a loro giudizio inspiegabile e assurdo. «Ci chiediamo», proseguono i lavoratori nella lettera indirizzata a tutti gli enti interessati e in qualche modo coinvolti, «ma se è vero che non ci sono i finanziamenti dalla Regione perché questo servizio continua a esserci? Come si fanno a far quadrare i conti in bilancio se mancano le entrate? A che titolo l’Unione dei Comuni continua a appaltare il servizio senza copertura finanziaria?». Domande a cui i dipendenti del consorzio di cooperative sociali Pegaso, chiedono di avere risposte. «I lavoratori hanno tutto il diritto di avere i loro stipendi», commenta il presidente dell'Unione e sindaco di Basciano Paolo Paolini, «e sanno che possono contare sul mio impegno in tal senso. In questi giorni ho in programma d’incontrare l'assessore regionale ai servizi sociali Marinella Sclocco, per analizzare la situazione e trovare una soluzione che possa mettere fine a questa situazione».

Il presidente chiarisce la situazione e l'origine di questi mancati pagamenti: «Fino al novembre 2011 era la comunità montana a occuparsi di questa situazione e c'erano già i debiti, il nostro errore è probabilmente stato quello di non aver tracciato una netta linea di demarcazione tra il loro operato e il nostro. Al di là di questo, noi verso la Regione e lo Stato abbiamo un credito molto alto: ci siamo fatti carico di pagare alcuni stipendi anticipando i soldi che dovremo avere, ma le cooperative non anticipano nulla ai lavoratori. La copertura finanziaria di Stato e Regione c'è, altrimenti i servizi non sarebbero richiesti, ma i fondi non vengono ancora stanziati. Chiederò un impegno alla Regione per anticipare questi stipendi, è un diritto il lavoro ed è un diritto lo stipendio».

Evelina Frisa

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