I lavoratori lanciano l’sos alla Regione

2 Giugno 2019

Pineto, Verrocchio: «Siamo vicini ai dipendenti e stiamo valutando un tavolo condiviso con i sindaci del territorio»

PINETO. Convocare immediatamente un tavolo tecnico istituzionale per tutti e tre i punti vendita abruzzesi del Mercatone Uno. È quanto chiedono lavoratori e sindacati alla Regione Abruzzo, con l’obiettivo di mantenere alta l’attenzione sulla delicata vicenda.
La chiusura dei negozi del Mercatone Uno ha coinvolto in Abruzzo un centinaio di dipendenti tra i tre punti vendita di Scerne di Pineto, Colonnella e Sambuceto. E proprio i lavoratori del punto vendita di Scerne, venerdì, dopo l’incontro al Mise del 27 maggio, si sono riuniti nella sala consiliare del Comune di Pineto per un’assemblea alla quale hanno partecipato anche il sindaco Robert Verrocchio e l’assessore del Comune di Atri Pierfrancesco Macera e nel corso della quale è stato fatto il punto sulle prossime azioni da compiere. Durante l’incontro è stata ribadita la necessità di far tornare i negozi del gruppo in amministrazione straordinaria, rescindendo il contratto con la società fallita al fine di garantire ai dipendenti l’attivazione della cassa integrazione sulla scorta dei precedenti contratti e avere uno strumento in più per mettere in campo tutte quelle azioni volte a tutelare i posti di lavoro e a far ripartire l’attività. Di fronte alle preoccupazioni e alle richieste espresse dai lavoratori il sindaco di Pineto ha ribadito la sua volontà di vigilare sulla vicenda e partecipare attivamente affinché il ministero si adoperi per dare ascolto alle esigenze di dipendenti e fornitori.
Meno di un anno fa i 55 punti vendita in Italia, e tra questi i tre punti vendita abruzzesi, erano stati acquisiti dalla società Shernon Holding, che aveva garantito un piano di rilancio volto a tenere aperti tutti i punti vendita e a garantire la piena ripresa dell’attività, sacrificando alcune risorse (nella struttura pinetese, ad esempio, da 62 dipendenti si era passati a 43 unità impiegate part time). Nel corso dei mesi, però, la situazione era costantemente peggiorata, con negozi privi di merce, magazzini vuoti, fornitori che avevano smesso di effettuare le consegne e ritardi nel pagamento degli stipendi. Tanto che tre mesi fa, la Shernon aveva annunciato un piano di ricapitalizzazione, al quale era successivamente seguita la richiesta di ammissione al concordato preventivo al tribunale di Milano. Richiesta che però è stata respinta, con la società che poco più di una settimana fa è stata dichiarata fallita. «In questi giorni ho parlato con l’assessore regionale al lavoro Piero Fioretti per valutare il da farsi», ha detto il sindaco di Pineto Verrocchio, «sono disponibile a supportare i dipendenti in questa delicata situazione e stiamo valutando di ripetere quanto fatto quattro anni fa con il tavolo condiviso con i sindaci del territorio e i referenti provinciali e regionali per dare maggiore forza alla loro voce e incidere affinché il Mise intervenga a tutela dei lavoratori». Alla riunione in Comune, oltre ai rappresentanti provinciali di Filcams Cgil Mauro Pettinaro, Fisascat Cisl Fabio Benintendi e Uiltucs Bruno Di Federico ha partecipato anche Lucio Cipollini, coordinatore Filcams Cgil Abruzzo-Molise.
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