«I lavori di Balducci? Difformi dai progetti»

2 Novembre 2018

Secondo i consulenti «non sono stati funzionali allo scopo per cui sono stati previsti in origine»

TERAMO. È nell’incipit del corposo quesito che i magistrati hanno racchiuso la domanda più importante: conoscere gli interventi di messa in sicurezza disposti dopo lo sversamento di sedici anni fa (il caso Borexino) dall’allora commissario straordinario Angelo Balducci poi coinvolto in varie inchieste a Roma. E i tre consulenti non lesinano risposte quando scrivono: «In base all’analisi documentale, alle valutazioni e alle osservazioni effettuate, appare possibile concludere che le opere realizzate dal commissario risultano significativamente difformi da quanto progettato e non funzionali allo scopo per cui sono state originariamente previste. La raccolta e il convogliamento delle acque ad uso idropotabile tratte dalle gallerie autostradali del Gran Sasso e dei laboratori Infn, destinate ad alimentare unitamente ad altre, l’acquedotto della Ruzzo Reti, non appaiono presentare le necessarie garanzie e i requisiti di sicurezza affinchè le acque stesse possano essere destinate, senza specifici controlli differenziali e di più rilevante estensione e frequenza rispetto a quelli ordinari, all’uso potabile».
E aggiungono: «Un sistema di rilevazione precoce di contaminazione dovrebbe essere caratterizzato da una capacità di risposta immediata ed anticipata della possibile contaminazione delle acque per evitare rischi alla salute pubblica. Anche in questo caso il sistema di monitoraggio messo in opera per effetto delle azioni del commissario è risultato difforme da quanto originariamente programmato e oggi è diverso da quanto appaltato».(d.p.)
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