I massi proteggono solo in parte

La mareggiata ieri ha flagellato Alba Adriatica e Pineto. L’Abi alle banche: «Aiutate i balneatori»
TERAMO. La burrasca tanto attesa c’è stata e fino a ieri nel primo pomeriggio onde alte si sono abbattute sulla costa. Come in precedenza le due località su cui la potenza del mare si è accanita sono state Alba Adriatica e Pineto. Per il resto si segnalano solo leggerissimi danni a Cologna, dove l’acqua è arrivata alla pista ciclabile, portando pietrisco.
Ad Alba la barriera di sabbia e cemento realizzata nei giorni scorsi lungo la costa nord sembra aver evitato ulteriori danni alle strutture pubbliche e private. Ma la paura resta: sia perché si prevedono altre mareggiate, sia perché in diversi punti a nord blocchi di cemento protettivi sono stati insabbiati o spostati dalla forza del mare, costringendo a nuovi lavori per ripristinare la barriera. Seppure necessaria per evitare ulteriori danni agli stabilimenti già disastrati dalle mareggiate di mercoledì, inoltre, l’installazione dei blocchi autorizzata dal Comune e finanziata dai privati stessi, non sarebbe piaciuta a tutti: voci parlano di un esposto denuncia presentato nei giorni scorsi. La questione ha alimentato la tensione in città e nella costa nord, dove gli operatori continuano a rilanciare l’ipotesi di lasciare chiuse le attività la prossima stagione estiva. Operatori, cittadini e amministratori albensi, tra cui il sindaco Antonietta Casciotti, ad ogni modo, hanno annunciato che domani (partenza alle 9.30 da piazza del Popolo) prenderanno parte alla riunione del consiglio regionale che discuterà sull’erosione costiera. Al consiglio parteciperanno operatori da tutta la costa abruzzese. In ballo, oltre ai fondi per la gestione dell’emergenza, gli interventi immediati e la richiesta dello stato di calamità naturale, ci sono anche i 50 milioni che la Regione intende chiedere allo Stato e la questione della grande opera di protezione di tutta la costa da Martinsicuro a Giulianova.
A Pineto i massi posti sull’arenile in zona pineta storica, da via Piemonte a sottopasso Torrieri, sono un po’ sprofondati e l’effetto barriera è stato minore. Il comitato di via Liguria intanto annuncia che non è d’accorso su altri interventi-tampone. «Negli ultimi 10 anni si sono spesi circa 10-12 milioni per ripascimenti, ma non si è concluso nulla di definitivo per salvare la forte erosione», fa presente il presidente Roberto Bernaudo, «per mettere in sicurezza il tratto della zona nord Calvano-Villa Fumosa sarebbero sufficienti 2/2,5 milioni. Oltre alla pista ciclabile e la pineta Catucci già compromesse seriamente da quest’ultima mareggiata, ci sono anche le molte palazzine fronte mare che hanno avuto l’acqua del mare arrivata alle cantine potendo compromettere seriamente la stabilità». Si aggiunge la presa di posizione del titolare hotel Ambasciatori Roberto Leonzio: «I massi non hanno sortito effetto adesso chiediamo un intervento definitivo e duraturo: l’azione principe è la sistemazione di scogliere orizzontali».
Intanto l’Abi invita le banche «a venire incontro alle esigenze delle popolazioni e dei gestori degli stabilimenti balneari». Non a caso l’Associazione bancaria italiana annuncia di aver sottoscritto uno specifico protocollo di intesa con la Protezione Civile e le associazioni dei consumatori». (l.t;d.f.)
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