I medici: nessuna percossa del marito alla moglie

25 Giugno 2019

Secondo la donna il figlio sarebbe intervenuto per difenderla dall’aggressione ma la visita eseguita subito dopo il tragico fatto non ha evidenziato lividi o traumi

SILVI. C’è un riscontro medico a supportare quella che per la Procura diventa sempre più una certezza: la sera dell’omicidio nella casa di via Dante Alighieri non ci sarebbe stata nessuna lite violenta tra la vittima Giovanni Di Martino e sua moglie. Ad escluderlo i risultati della visita medica disposta sulla donna proprio dalla Procura poche ore dopo il fatto e che avrebbe escluso la presenza di ecchimosi o traumi.
Un risultato che, per la Pubblica accusa, mina la versione della madre Anna e del figlio Giuseppe (in carcere con l’accusa di omicidio volontario) secondo cui quest’ultimo sarebbe intervenuto in sua difesa al termine di una aggressione da parte del marito definito «violento».
Intanto tra qualche giorno sul tavolo del pm Enrica Medori (titolare del fascicolo) dovrebbero arrivare i primi approfondimenti dell’autopsia eseguita da Pietro Falco in particolare sull’orario esatto della morte. Elemento fondamentale per ricostruire con esattezza la dinamica dei fatti, a cominciare dal tempo intercorso tra il decesso e il momento in cui l’uomo è stato portato in ospedale dai familiari. Secondo gli inquirenti sarebbe molto più probabile che la lite ci sia stata solo tra padre e figlio con quest’ultimo che avrebbe afferrato il collo del genitore sbattendogli la testa sul tavolo della cucina. Secondo l’accusa di fronte alla certezza della morte dell’uomo madre e figlio presi dalla paura avrebbero concordato la tesi della caduta accidentale e pulito le tracce di sangue prima di portare il congiunto in ospedale. Intanto dopo il sopralluogo che c’è stato nei giorni scorsi nell’abitazione di Silvi con la formula dell’incidente probatorio ( quindi aperto a tutte le parti che hanno partecipato con i propri consulenti tecnici) in queste ore i carabinieri della sezione investigazioni scientifiche hanno cominciato ad esaminare il lungo elenco di reperti sequestrati. Insieme agli stracci usati da madre e figlio per ripulire le macchie di sangue, agli scarichi dell’acqua e ad alcuni vestiti c’è anche una confezione di ghiaccio istantaneo sporca di sangue conservata nel freezer. A chi appartengono quelle tracce? Il ghiaccio è stato usato per tamponare inizialmente le ferite dell’anziano? Le risposte a questi interrogativi potrebbero arrivare entro pochissimo tempo.
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