«I negozi muoiono, fate qualcosa»

2 Ottobre 2020

Di Teodoro suggerisce una serie di azioni per salvare il settore

TERAMO. Il consigliere comunale di Italia Viva Osvaldo Di Teodoro ha scritto una lettera aperta a commercianti e cittadini teramani sulla crisi del commercio in città. «Lunghi anni di crisi», scrive, «ai quali, purtroppo, la politica non ha saputo contrapporre misure che riuscissero a contrastare il declino. L’impressione è che le Istituzioni non riescano a percepire la gravità della situazione, finendo solo per offrire occasioni di svago e divertimento, senza però mettere in campo azioni strutturali di miglioramento della vivibilità cittadina, queste sì in grado di generare nuova residenzialità, nuovi ingressi e permanenze nel centro storico che ripopolino la città e diano nuova linfa anche alla rete commerciale».
Di Teodoro ricorda che «hanno chiuso o stanno per chiudere esercizi storici che hanno accompagnato generazioni, quali Vallonchini, La Nuvoletta, Wall Street, Regalcasa, Dominga, Medori abbigliamento. Un bollettino di guerra destinato ad aggravarsi con la presumibile realizzazione del nuovo ospedale a Piano d’Accio e con l’apertura dei nuovi centri commerciali di Globo e Gabrielli nel quartiere Gammarana. Progetti su cui il sindaco e la giunta tacciono pubblicamente, ma che stanno portando avanti con solerzia».
Secondo il consigliere di opposizione «in questa prima metà della consiliatura comunale l’amministrazione si è limitata ad organizzare dei cartelloni di eventi invernali ed estivi, privi del carattere della permanenza e della ciclicità, i quali si rivelano molto costosi ma poco efficaci». Secondo lui questi eventi «hanno portato un minimo giovamento al solo settore food & beverage, senza però sostenere tutti gli altri settori commerciali». Di Teodoro elenca quindi quelle che secondo lui sarebbero le azioni da portare avanti, partendo dalla «redazione e approvazione di un piano dei parcheggi che consenta la massima accessibilità e appetibilità del centro storico, migliorando i percorsi di ingresso e di uscita (vedi zona di Porta Melatina) e riattivando i bus navetta elettrici dai parcheggi al centro e ritorno». E poi: «mantenere e rendere omogenee le pavimentazioni e l’illuminazione pubblica, garantendo uno standard di pulizia molto maggiore in tutti i quartieri». Cambiare il nuovo regolamento di igiene urbana, che «aggrava gli adempimenti e i costi a carico delle utenze private e commerciali». Creare «un’identità visiva del centro storico attraverso un piano pluriennale complessivo della pavimentazione, valorizzando al contempo le 34 vie di accesso al centro con apposita segnaletica e una illuminazione a led dedicata che identifichi immediatamente il cuore della città». Valorizzare il patrimonio archeologico riprendendo il progetto di “Parco Archeologico Urbano” avanzato dal compianto Walter Mazzitti. E, infine, «recuperare le aree abbandonate e preda dell’incuria, quali soprattutto i giardini del complesso ex Regina Margherita e il cortile dell’ex carcere di Sant’Agostino».
Il consigliere ritiene che queste azioni «darebbero nuova linfa e maggior lustro alla città, nonché respiro vero al tessuto commerciale, tramite investimenti minimi e l’utilizzo del buon senso», e auspica infine «la più ampia coesione dei commercianti teramani».